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Roma, 11 mag – Sembra che un governo tecnico di salvezza nazionale non possa occuparsi della questione migratoria con la risolutezza tipica di un governo politico deciso ad imporre il rispetto dei confini nazionali. E così il ministro Lamorgese, che invero fu già ministro politico con il governo Conte bis, farfuglia insensatezze richiedendo all’Europa il fatidico impegno alla collaborazione e alla ripartizione del carico umano. Non accadrà niente che non sia già accaduto, ossia la totale e giustificata indifferenza degli altri paesi europei nei nostri confronti e nei confronti del dramma che l’Italia affronterà durante questa estate, periodo ideale per organizzare ed effettuare viaggi clandestini via mare verso il Belpaese.



Il lassismo europeo

Naturalmente emerge in tutta la sua maestosità la conscia idiozia di quella sinistra che recentemente sbandierava l’accordo di Malta come la panacea di tutti i mali, una tavola rotonda attorno alla quale il popolo europeo di sarebbe seduto per discutere di generosità e accoglienza. Balle, come sempre. Oggi assistiamo a dei record spaventosi che si aggirano attorno i 2.500 arrivi in ventiquattrore senza che nessun partner europeo intervenga porgendo la sua mano. Va da sé, anche se lo ripetiamo da anni, che quando la mano altrui non arriva si rende necessario l’utilizzo della propria forza, sotto ogni punto di vista ed in qualsiasi forma, della quale lo Stato è dotato in virtù della sua sovranità. I confini interni dell’Europa sono stati ripristinati a causa della pandemia, dunque figuriamoci se quelli esterni non debbono esser rispettati da soggetti privati extracomunitari aiutati da organizzazioni non governative altrettanto private che intenderebbero sovrapporre il loro terzomondismo di cartapesta al rispetto della sovranità nazionale.

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L’Italia difenda i propri confini

Oggi, in questa precisa occasione, lo Stato deve far lo Stato e imporre la propria forza e le proprie prerogative su chiunque intenda disarcionarlo e indebolirlo. Non è ammissibile che delle organizzazioni private straniere, le Ong, impongano la propria visione ai governi di Italia e Libia, imponendo al primo gli arrivi fatti partire dal secondo tramite il meccanismo perverso dell’effetto calamita esercitato su un’intera porzione del globo terrestre. Attendere che l’Ue intervenga è inutile poiché essa non ha dei chiari poteri militari, oltre all’indiscusso disinteresse di taluni paesi di intervenire in tal senso. L’Italia dovrebbe ergersi materialmente e moralmente a difesa di un continente che non può esser messo in ginocchio dai capricci di questi fricchettoni annoiati in cerca d’autore. L’Italia dovrebbe essere una diga, ma per esserlo deve prima di tutto volerlo. Ovviamente un governo con il Partito Democratico non aiuta, e dunque possiamo solo dare consigli evitando illusioni.

Lo scollamento tra popolo e istituzioni

Lo scollamento tra istituzioni e popolo italiano è plateale ed emerge chiaramente nel momento in cui ai cittadini italiani vengono imposte misure draconiane e illiberali per il contenimento dei contagi mentre ai clandestini viene concessa la libertà di di sfondare i confini tramite la finta motivazione dei finti naufragi. Questa situazione evidenzia una contraddizione macroscopica che non può esser negata e non può esser ignorata, tanto più in un momento in cui le istituzioni chiedono che si riponga in loro totale fiducia per affrontare una situazione obiettivamente affrontata coi piedi, esprimendo quindi incapacità gestionale ma grande attitudine nella mutilazione delle libertà fondamentali. In questo contesto delicato e già in parte franato verso la sfiducia e la rabbia diffuse, l’andirivieni di clandestini e il furoreggiare dei barcaioli terzomondisti non fa altro che peggiorare la condizione morale di un paese ridotto sul lastrico che riconosce nel governo un bastonatore. Ecco, è giunto il momento che questo governo mostri i muscoli verso i veri nemici, lasciando in pace un intero popolo vessato.

Lorenzo Zuppini

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