californiaRoma, 3 dic – Forse si tratta di una vendetta privata, una folle ritorsione per qualche incomprensione sul luogo di lavoro. Ma potrebbe essere anche un atto di terrorismo. O magari entrambe le cose insieme, ovvero una ossessione individuale travestita con moventi ideologici. Non sappiamo ancora molto sulle reali motivazioni della strage di San Bernardino, in California, in cui si contano al momento 14 vittime, causate dall’irruzione di due killer (uccisi dalla polizia dopo un inseguimento in macchina) nel centro per disabili “Inland Regional Center”. Ci sono anche 17 feriti, di cui 10 in condizioni molto critiche. Uno dei due assassini uccisi era una donna, mentre un terzo era riuscito a fuggire ma ora sarebbe stato catturato.

Dalle prime indiscrezioni, sembra che i due attentatori siano Syed Farook e sua moglie. Farook era cittadino americano di religione musulmana. Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe in qualche modo connesso al centro di servizi sociali e all’origine della strage ci sarebbe un diverbio professionale. Il padre sconvolto dal possibile coinvolgimento del figlio ha spiegato che Syed lavorava come ispettore dell’assessorato alla Salute della contea di San Bernardino. Accanto al corpo di uno dei killer è stato trovata una “pipe bomb”, un tubo di metallo imbottito di esplosivo, per questo gli agenti hanno utilizzato un mezzo speciale blindato per rimuovere il cadavere.


I due erano entrati alle 11 di mattina (ora locale) nella sala congressi del centro per disabili, armati di kalashnikov, vestiti come militari e con passamontagna. Qui hanno aperto il fuoco mentre si stava svolgendo un “Christmas party”. “Non sappiamo se si tratta di un atto terroristico” hanno detto i vertici dell’Fbi. Subito dopo l’assalto, la polizia è entrata nell’edificio della sala congressi e nei due palazzi del centro per disabili. Un pacco esplosivo è stato trovato al secondo piano di uno degli edifici, ed è stato fatto brillare da un robot. Le squadre speciali hanno setacciato tutto il centro, stanza per stanza.

“I killer sapevano quello che facevano”, ha detto il capo della polizia della località, lo sceriffo John McMahon, in conferenza stampa. “Sono entrati nell’edificio con un obiettivo ben preciso, come se avessero una missione da compiere”, ha spiegato lo sceriffo.”Un uomo armato è entrato nel centro e ha iniziato a sparare. Ho visto corpi a terra” racconta una testimone che è riuscita a fuggire alla sparatoria dopo essersi chiusa a chiave dentro un ufficio. Questo il messaggio che ha inviato al padre mentre era nascosta.

Sulla vicenda è intervenuto anche Barack Obama in persona: “Troppe sparatorie, adesso basta. Il Congresso deve fare di più per prevenire la violenza delle armi da fuoco. Non sappiamo ancora quali ragioni abbiano spinto i killer, ma quello che sappiamo è che dobbiamo compiere dei passi che rendano gli americani più sicuri, sappiamo che serve un accordo bipartisan, dobbiamo unirci a tutti i livelli. Non dobbiamo mai pensare che cose come questa possano accadere, perchè non accadono con la stessa frequenza negli altri Paesi”.

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2 Commenti

  1. Ma li in america queste cose tipo entrare il una scuola e massacrare un po di gente non è strage, ma un loro folclore locale, come il Palio di Siena, la corrida in Spagna o le sagre nei nostri paesi…
    Sono un “popolo” di macellai è normale.
    Non c’è bisogno tutte le volte di farcelo sapere.

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