Parigi, 17 ott — Si chiama Dahbia, ha 24 anni ed è algerina la donna sospettata di aver ucciso, sgozzandola probabilmente dopo averla torturata, la dodicenne Lola Daviet. Lola è stata trovata nella tarda serata di venerdì scorso legata in un baule, con la testa quasi staccata dal corpo, nel cortile del palazzo dove abitava nel 19° arrondissement a Parigi.

Lola Daviet, 4 algerini in manette per il brutale assassinio

Dahbia B. è ufficialmente indagata assieme ad un’altra algerina, Amine, di 33 anni, e ad altri due connazionali sospettati di avere aiutato e coperto la donna. Tutti e quattro si trovano in stato di fermo. Un delitto atroce e per ora inspiegabile, per cui la Procura di Parigi ha ipotizzato i reati di assassinio, stupro e atti di tortura. Un punto interrogativo per gli inquirenti d’Oltralpe è costituito dal fatto che non esisterebbe un vero movente. Lola Daviet, si ipotizza, sarebbe finita nel mirino di un gruppo di reietti, di emarginati sociali; immigrati con problemi di inserimento che avevano fatto del degrado il loro stile di vita, come accade a centinaia di migliaia di extracomunitari in tutte le città d’Europa, accolti indiscriminatamente nel nome dell’integrazione e poi lasciati a sé stessi. A farne le spese, gli innocenti e indifesi come Lola.

Le ultime immagini della dodicenne

Dal profilo di Dahbia tracciato dagli investigatori emergerebbe una vita immersa nel degrado: senza fissa dimora e presuntamente affetta da problemi psichiatrici, veniva vista parlare sola, camminare scalza e chiedere insistentemente l’elemosina. Dalle registrazioni di alcune telecamere di sicurezza, si vedrebbe Dahbia avvicinare la dodicenne nell’androne del residence Manin, dove quest’ultima abitava con il fratello e i genitori. Lola daviet appariva esitante e preoccupata. La stessa donna, a omicidio avvenuto, avrebbe chiesto chiesto aiuto ad un passante per trasportare il pesante baule di plastica, ricoperto con della carta, offrendogli denaro in cambio e parlando di traffico di organi.

Il padre della dodicenne aveva denunciato la scomparsa della figlia dopo averla attesa invano dal rientro dalle lezioni. Lola, uscita da scuola intorno alle 15, era arrivata fino al portone del palazzo. Lì, stando alle registrazioni delle videocamere a circuito chiuso dello stabile, aveva trovato ad attenderla la 24enne algerina che l’aveva condotta fuori.

Il rientro a scuola

Il ritorno degli alunni della scuola di Georges-Brassens, dove Lola studiava è avvenuto stamattina nella più grande commozione. Gli studenti accompagnati dai genitori si sono fermati a turno davanti all’ingresso dell’istituto depositando fiori, biglietti e ricordi per Lola. 

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Perché sulla democratica ansa non vi è traccia di questa orrenda cosa… Caz… Scrivono milioni di boiate di lagnosi atleti ma di questo non si parla

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