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Atene, 22 giu – Dopo otto anni finisce in Grecia l’era della Troika e Atene riconquista (almeno formalmente) la sua sovranità finanziaria e potrà tornare a finanziarsi emettendo titoli di stato. Sono stati anni in cui, a causa della scure del commissariamento a cura di Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale (la Troika appunto), 700mila persone della classe media sono passate a essere a rischio povertà. Per loro, pesantemente colpiti dall’Austerity di questi anni, potrebbe aprirsi una nuova era.
L’Eurogruppo, dopo un lunghissimo negoziato, ha trovato l’accordo sull’uscita di Atene dal programma di aiuti per alleggerire il debito pubblico del Paese, e sull’estensione di 10 anni delle scadenze del suo debito pubblico. Dato che Atene ha dato prova ai ministri Ue di aver adottato tutte le 88 riforme che gli erano state chieste, tra cui una serie di privatizzazioni, per completare il terzo programma di aiuti, viene messa così la parola fine a un commissariamento che di fatto ha retto la politica finanziaria del Paese, concedendo aiuti economici in cambio dell’approvazione di rigidi provvedimenti finanziari. La Bce, il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione europea hanno anche deciso per il taglio del debito di Atene, che oggi ammonta a circa il 190% del Pil, e hanno allungato le scadenze per il risanamento di un decennio.
Gli unici a storcere il naso di fronte alla fine della Troika sono stati i tedeschi. La Germania, infatti, essendo il primo creditore della Grecia, ha opposto qualche resistenza, che ha rallentato il raggiungimento dell’accordo, culminato nella notte. L’addio alla Troika, che avverrà ufficialmente il 20 agosto, dopo che negli ultimi tre anni il governo di Atene ha approvato ben 450 misure di riforma, non significa un automatico stato di benessere per il Paese, a cui i creditori hanno imposto di effettuare dei controlli per verificare il rispetto delle riforme concordate. Per continuare a mantenere vivo il percorso già intrapreso di riforme, i creditori dovranno versare 600 milioni ogni sei mesi fino al 2022, in segno di incentivo.
Entusiasmo del commissario europeo per gli Affari monetari Pierre Moscovici, che ha calcato con ottimismo sulla fine di una fase di profonda crisi per la moneta unica, e ha commentato così l’uscita dalla Troika: “Un momento storico. Anni di sforzi e sacrifici che si concludono e un nuovo capitolo che si apre”. Di fatto, però, la Troika non abbandonerà del tutto la Grecia. Ogni tre mesi i commissari saranno fisicamente ad Atene per controllare e valutare l’attuazione degli impegni del governo sia nelle politiche fiscali che in quelle di riforma. Il rapporto pubblico che stileranno verrà sottoposto al Parlamento europeo e dovrà passare l’esame dei mercati.
Anna Pedri
 

3 Commenti

  1. …Grecia… la cavia della Germania…cannibalizzazione, vivisezione di una nazione…e minaccia per i ”ribelli” al nuovo ordine mondiale della finanza ”creativa”…

  2. E pensare che bastava che tornassero alla dracma di proprietà dello stato e non avrebbero dovuto svendere tutto e morire di fame.Ma i loro traditori al soldo della dittatura finanziaria glielo hanno impedito costringendoli a prendere soldi creati da privati stranieri a costo zero ma dati anche con interessi ed in cambio di tutte le risorse pubbliche e private .Speriamo che i greci si svegliano altrimenti scompariranno

  3. Ora la palla passa ai Cittadini Greci: se vorranno riscattare la loro identità e la loro dignità, voteranno Golden Dawn (il Partito ultra-conservatore) alle prossime elezioni.
    Altrimenti, che continuino a contorcersi sotto il tacco tedesco!

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