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Roma, 22 feb – Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, è stato ucciso in un attacco all’auto su cui stava viaggiando. Morto anche un carabiniere che viaggiava nel convoglio diplomatico. Non è ancora chiara la matrice dell’attacco. Sappiamo però che la vettura colpita faceva parte di un convoglio della Monusco e vi era anche il Capo Delegazione Ue a Kinshasa.

La Monusco è la missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. La Farnesina ha confermato il decesso dell’ambasciatore Attanasio, avvenuto nella città di Goma, sulla riva settentrionale del Lago Kivu e a poca distanza dal confine con il Ruanda.

Congo, morte dell’ambasciatore italiano confermata dalla Farnesina

“È con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. L’ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo”, fanno sapere dal ministero degli Esteri.

“Tentativo di rapimento”

Secondo la Reuters è probabile che l’attacco sarebbe avvenuto nel tentativo di rapire il personale delle Nazioni Unite. E’ quanto sostenuto anche da un portavoce del Virunga Nationa Park. Il convoglio sarebbe stato attaccato nei pressi della città di Kanyamahoro. Nell’area – tra Congo, Ruanda e Uganda – operano diversi gruppo armati che attaccano spesso i ranger locali.

L’ambasciatore Luca Attanasio aveva 44 anni ed era originario della provincia di Milano. L’estate scorsa aveva ricevuto a Camerota il premio Nassiryia per la pace. Un prestigioso premio dovuto, si legge nelle motivazioni, “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli” e “per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Troppo spesso difendiamo l’ indifendibile, fuori, mentre la ns. casa, sotto attacco, brucia con testimoni vegetali alla L.Di Maio. Impariamo prima a pararci il culo…, altrimenti ci sarà solo la medaglia di tolla da facce di tolla!

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