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Damasco, 14 apr – A poche ore di distanza dalla pioggia di missili scatenata sulla Siria (apparentemente senza grande efficacia, visti i risultatidall’attacco congiunto di Usa, Gran Bretagna e Francia, arrivano le prime reazioni da parte della comunità internazionale.
Fra i primi a parlare il segretario generale dell’Onu Antonio Gutierres, che ha lanciato un appello alla moderazione: “Bisogna evitare azioni che possano provocare un’escalation e peggiorare le sofferenze della popolazione siriana”. Più dure invece le parole del suo omologo Nato, Jens Stoltenberg, che giusta l’azione spiegando che “ridurrà la capacità del regime di condurre ulteriori attacchi contro il popolo siriano”.
Una ricostruzione, quella della Nato, che aderisce appieno alla narrazione sul presunto uso di armi chimiche da parte di Assad. Ricostruzione che l’Iran considera invece montata ad arte: “Gli Stati Uniti e i loro alleati, senza alcuna prova e prima anche di una presa di posizione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), hanno condotto questa operazione militare contro la Siria e sono responsabili delle conseguenze regionali di questa azione avventurista”, ha denunciato il ministero degli Esteri di Teheran.
Dura anche la reazione della Russia, che non era stata preventivamente avvisata dell’operazione. Sia pur senza conseguenze per quanto riguarda le sue installazioni militari in Siria, per Mosca “l’attacco non resterà senza conseguenze”, ha annunciato l’ambasciatore negli Usa Anatoly Anatov. “Tutta la responsabilità – ha aggiunto – sta a Washington, Londra e Parigi. Gli Stati Uniti, Paese che ha il più grande arsenale di armi chimiche, non ha il diritto morale di accusare altri Paesi”.

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