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copenaghenAGGIORNAMENTO: 15 FEBBRAIO, ORE 12:  Sarebbe stato ucciso dalla polizia il responsabile dei due attentati alla conferenza e alla sinagoga della capitale danese. Dopo l’attentato del pomeriggio al Krudttøenden café, il locale che ospitava un dibattito sulla libertà di espressione, con invitato l’artista svedese Lars Vilks da tempo sotto minaccia degli estremisti islamici, e che ha causato la morte di un uomo, un’altra sparatoria ha sconvolto la capitale danese. Nei pressi di una sinagoga un uomo è stato colpito alla testa da uno sparo ed è rimasto ucciso: era un membro della comunità ebraica locale che svolgeva le funzioni di guardiano. Per tutta la notte Copenaghen ha visto un’imponente caccia all’uomo, conclusasi con l’uccisione di un uomo che, secondo la polizia, sarebbe l’unico responsabile di entrambe le sparatorie. I detective tenevano sotto osservazione un indirizzo nella zona Norrebro della città danese, nei pressi della stazione, e hanno intimato l’alt a un uomo che si stava avvicinando alla pattuglia, da quanto si ricostruisce armato e pronto a sparare. Prima che potesse fare fuoco, l’uomo è stato ucciso dalle forze dell’ordine.

 

Copenaghen, 14 feb – Charlie Hebdo 2, in versione danese. In un bar di Copenaghen in cui era presente anche il disegnatore Lars Vilks, uno degli autori delle “vignette blasfeme” su Maometto, alcune persone armate hanno fatto irruzione sparando all’impazzata.

Il bilancio è di un morto, un uomo di 40 anni, e almeno tre agenti di polizia feriti che sarebbero tuttavia fuori pericolo. Nel locale era presente anche l’ambasciatore di Francia, François Zimeray.

Gli autori dell’agguato sarebbero due individui che dopo la sparatoria – si parla di almeno una trentina di colpi sparati – si sarebbero allontanati a bordo di un’auto scura. L’attentato sembra avere una matrice islamica.

All’interno del caffé era in corso un dibattito sulla libertà di espressione che faceva esplicito riferimento alla strage di Parigi del 7 gennaio scorso al settimanale satirico “Charlie Hebdo”.

“Una situazione surreale, mi sembrava di stare in un film – ha raccontato Niels Ivar Larsen, uno dei relatori alla manifestazione, alla tv danese TV2 Channel – ho sentito i colpi delle armi automatiche, la polizia che ha risposto agli spari, le grida. Mi sono riparato dietro al bancone del bar e ho aspettato che finisse tutto”.

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