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Roma, 26 set – L’ennesima vicenda che ha insanguinato ieri le strade di Parigi sarebbe da ascrivere al terrorismo islamico. Ne è convinto il ministero degli Interni francese, che conferma la matrice religiosa dell’attacco costato numerose ferite da arma da taglio (una mannaia o un machete, stando alle prime ricostruzioni) a quattro persone, due delle quali pur in gravi condizioni non si troverebbero in pericolo di vita.

L’attacco di Parigi vicino all’ex sede di Charlie Hebdo

Gli eventi hanno riportato alla mente i tragici fatti di Charlie Hebdo – nel gennaio 2015 i fratelli Kouachi fecero irruzione nella redazione del settimanale satirico uccidendo dodici persone – in quanto verificatisi a pochi metri di distanza dall’ex sede della rivista, nell’XI arrondissement della capitale, non lontano da Piazza della Bastiglia. Le analogie non si fermano qui: in questi giorni è in corso il relativo processo, mentre due dei feriti (che sostavano proprio sotto una targa che ricorda la strage) sono dipendenti di un’emittente e casa di produzione privata – Première Lignes Television – che ha sede in zona e ha realizzato, nel recente passato, diversi documentari sullo jihadismo, anche se i suoi giornalisti non avevano ad oggi mai ricevuto minacce. Minacche che invece erano tornate a essere rivolte nei confronti di Charlie Hebdo, che non più tardi dell’inizio di questo mese aveva ripubblicato alcune vignette su Maometto.

“Terrorismo islamista”

Le indagini, coordinate dalla Procura di Parigi, non lasciano comunque adito a dubbi: gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per “tentato omicidio in relazione a un’azione terroristica, associazione terroristica criminale” nei confronti dei due fermati, Ali H, 18enne pachistano (già pregiudicato: interrogato dalla polizia ha subito ammesso le proprie responsabilità) e un 33enne algerino, non direttamente coinvolto nell’assalto ma considerato suo complice. Almeno altre quattro persone sarebbero inoltre sotto interrogazioni. Più esplicito il titolare degli Interni Gérald Darmian, che parla senza mezzi termini di “terrorismo islamista”.

Nicola Mattei

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