Berlino 24 gen – La storia si ripete. Molto spesso – come diceva Marx – sotto forma di farsa. Dopo circa un anno, infatti, le Femen replicano il loro gesto eclatante in occasione dell’anniversario del bombardamento di Dresda, allorché il collettivo antifascista aveva glorificato “Bomber Harris”, responsabile del massacro di centinaia di migliaia di civili inermi. Autrice del gesto è ancora una volta tale Mercedes Reichstein, attivista 23enne delle Femen nonché esponente del Partito Pirata tedesco.

Un tweet della Reichstein, postato giorni fa sul suo profilo e rilanciato recentemente dagli organi stampa di mezzo mondo, ritrae dunque la giovane pasionaria a petto nudo con la scritta “Bomber Harris, fallo di nuovo”. Quello che dovrebbe “rifare” l’ormai defunto Arthur Travers Harris sarebbe proprio il bombardamento a tappeto della città tedesca, “nobile impresa” per la quale il comandante in capo della Raf si “conquistò” i soprannomi di “Harris il Macellaio” e, per l’appunto, di “Harris il Bombardatore”. La Reichstein, inoltre, mostra sul proprio torso nudo anche l’hashtag #nopegida. Il gesto della ragazza sarebbe dunque sorto dalla volontà di contrastare il movimento patriottico Pegida, balzato negli ultimi mesi all’onore delle cronache. Anche il commento della foto, del resto, riporta lo stesso hashtag accanto al più offensivo #FuckPegida, il tutto introdotto dalla frase “Das Volk muss weg”, ossia “Il popolo deve sparire”.

Nella loro foga ideologica le Femen non hanno mai risparmiato nessuno, questo si sa. Così come è noto che queste “gesta” incontrano spesso il plauso di quel nutrito ambiente anti-tedesco della stessa popolazione teutonica. Eppure, oggi come un anno fa, rimane aperto un interrogativo: come può la glorificazione di un assassinio di massa migliorare il mondo e dar linfa agli ideali progressisti sostenuti dalle Femen? La “recidiva” Reichstein crede veramente che provocazioni di tal fatta possano sconfiggere il “fascismo universale” e il “male assoluto”? Ma forse, in effetti, queste domande non possono che essere inutili. Infangare la memoria dei morti in spregio a ogni “umana pietà”, del resto, è da sempre stata la prassi preferita dai vigliacchi. E dai gendarmi dei “diritti umani”, of course.

Valerio Benedetti

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