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Canberra, 26 gen – Migliaia di giovani in Australia hanno riempito le spiagge martedì per celebrare la festa nazionale: il tasso di contagi da Covid è bassissimo nella nazione. Ma c’è chi ha da ridire sui festeggiamenti.



L’Australia day in spiaggia 

Molti giovani si sono riversati in luoghi famosi dell’Australia come Bondi Beach e la Gold Coast, dove hanno festeggiato senza mascherine e distanziamento sociale (ma con molti drink e birre in mano) l’Australia Day. Molti altri australiani, invece, hanno deciso di protestare contro l’Australia Day, la festa che cade il 26 gennaio per festeggiare la data in cui la flotta britannica salpò nel porto di Sydney nel 1788 (e per farne una colonia penale).

La protesta Black Lives Matter

Per molti indigeni infatti, è considerato “il giorno dell’invasione”. Cinque persone sono state arrestate martedì in proteste per lo più pacifiche in cui i manifestanti hanno cantato “Black Lives Matter” e “sempre stata, sempre sarà terra aborigena”. E dire che come segno di riconciliazione l’inno australiano, Advance Australia Fair, è stato “migliorato” per far sì che anche le comunità di aborigeni si sentano incluse. Una strofa incriminata recitava: “Tutti gli australiani si rallegrano, perché siamo giovani e liberi”. Ora la frase terminerà con “uniti e liberi”.

L’Australia e il Covid “azzerato”

Per moltissimi altri lAustralia Day è stata un’occasione di festa: i giovani si sono messi i costumi da bagno e si sono riversati in spiaggia, complici anche le temperature altissime. Zero maschere e distanziamento sociale inesistente: l’Australia, con poco meno di 28.800 casi totali e 909 decessi, principalmente nello stato del Victoria, se l’è cavata egregiamente. Martedì, il Paese ha registrato il suo nono giorno consecutivo di zero contagi, secondo il ministero della salute australiano. Hanno decisamente molto di cui festeggiare.

Ilaria Paoletti

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