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Bruxelles, 18 lug – L’idea dell’Italia, o meglio la minaccia, di concedere “visti umanitari” agli immigrati che sbarcano sul nostro territorio per muoversi liberamente nell’area Schengen non è piaciuta a Bruxelles e in particolare a Vienna. L’Italia si ritrova da sola a far fronte all’emergenza sbarchi (ed è bene ricordarlo grazie agli accordi “segreti” siglati da Renzi 3 anni fa) e in questi giorni era circolata l’ipotesi “nucleare” di far saltare il banco concedendo visti umanitari a tutti. Nel vertice dei ministri degli Esteri tenutosi ieri a Bruxelles, Angelino Alfano si è visto recapitare l’ennesima dura risposta dall’Europa: al titolare della Farnesina è stato ricordato come la direttiva numero 55 sulla protezione temporanea del 2001, approvata dopo la crisi del Kosovo, per la Commissione è destinata soltanto a una situazione in cui i cittadini di un’unica nazionalità chiedono asilo in massa. Non è stato concesso alla Grecia nella crisi del 2015, non verrà concesso all’Italia.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, che all’ipotesi dei visti umanitari ventilata dall’Italia, mal digerita (per usare un eufemismo) dal governo di Vienna, ha ribadito come l’Austria sia “pronta a proteggere nuovamente il confine del Brennero”. Visti umanitari o meno, non c’è differenza. Kurz in sede europea ha ribadito la necessità di creare “centri di accoglienza nei paesi africani di origine e transito”. Fino a quando non verranno approntati però, per il ministro degli Estri austriaco “questa gente va fermata alla frontiera esterna europea e non mandata verso l’Europa centrale”.

In poche parole fare quanto viene fatto in Grecia dal 20 marzo 2016, ovvero da dopo la firma dell’accordo con Erdogan per fermare il flusso di immigrati clandestini/rifugiati: impedire il trasferimento dei “migranti” sulla terraferma, operando sulle isole tutte le verifiche del caso relative al diritto di asilo. Il territorio italiano non è quello greco e resta da capire di quale isole si parli, se solo di Lampedusa e isole minori o se l’idea più probabile è quella di trasformare la Sicilia in un gigantesco hotspot.

Oltre che alla tutela del confine del Brennero, il popolare Kurz pensa anche a non perdere consensi a favore dei populisti dell’Fpo nelle prossime elezioni di ottobre. Anche in quest’ottica vanno lette queste dichiarazioni: “Sarebbe molto utile fermare gli spostamenti in traghetto dei migranti legali tra le isole sulla frontiera esterna e il resto del territorio italiano, così meno persone si faranno strada verso l’Europa centrale. Sarebbe un segnale per dissuadere la gente dal partire, un segnale per gli scafisti e di conseguenza porterebbe meno gente in Italia”.

Davide Romano

 

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1 commento

  1. … che geniale consiglio ! Li teniamo tutti in Sicilia e anche in Sardegna ! Contento Signor Ministro ?

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