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time hoferVienna, 30 nov – Il 4 dicembre si terrà in Austria la tanto attesa votazione per l’elezione del presidente della repubblica dopo l’annullamento della tornata del maggio scorso. Allora il candidato “mondialista” Alexander Van der Bellen aveva superato di un nulla il sovranista Norbert Hofer (Fpö) grazie ai contestatissimi voti per corrispondenza, durante lo spoglio dei quali sono state riscontrate numerose irregolarità che hanno portato all’annullamento del voto. Ebbene, domenica prossima gli austriaci potranno tornare alle urne per scegliere nuovamente il loro candidato presidente.

La campagna elettorale ha visto Hofer come protagonista indiscusso, forte della figuraccia mondiale dell’establishment austriaco e sospinto dall’effetto-Trump. Il candidato della Fpö ha quindi dettato l’agenda del dibattito, con Van der Bellen che ha dovuto giocare di rimessa. Tutto ciò è diventato lampante durante il duello televisivo andato in onda domenica scorsa, dove Hofer ha fatto la parte del leone. E i sondaggi (per quel che valgono, di questi tempi…) danno infatti Hofer in leggero vantaggio, prospettando di conseguenza un’altra elezione al cardiopalma.

Ma dove risiede la forza della Fpö, bistrattata da quasi tutti i media mainstream? Come nel caso di Trump, anche i sovranisti austriaci fondano la loro costruzione del consenso su un fitto reticolo di pubblicazioni, siti web, giornali online e social media. Innanzitutto grazie a facebook, dove la pagina ufficiale del presidente del partito Heinz-Christian Strache può contare su circa mezzo milione di fan. Si tratta di cifre da non sottovalutare: gli utenti di facebook in Austria sono circa 3,5 milioni su una popolazione totale di 8,7 milioni di persone. Ma oltre ai social media la Fpö può contare da anni anche su mezzi di controinformazione che il partito sovranista ha saputo sapientemente organizzare e far crescere. Si va dal piccolo canale televisivo Fpö Tv al portale Unzensuriert, diretto da Walter Asperl, che può essere paragonato a Breitbart News di Stephen Bannon, il potente consigliere di Trump.

Accanto a questi media, che rappresentano le bocche da fuoco più efficaci della comunicazione della Fpö, esistono però anche altri mezzi di informazione che fanno da cassa di risonanza al partito sovranista: si va dal tabloid Krone Zeitung (l’unico giornale “tradizionale” a sostenere Hofer) ai settimanali Zur Zeit (diretto da Wendelin Mölzer) e Wochenblick. Insomma, sono molti i modi in cui la Fpö è riuscita a sfuggire al filtro dei media mainstream e a raggiungere così direttamente i cittadini. In gergo sociologico si parla di “disintermediazione”, parola bruttissima e cacofonica che però ben rende l’idea: con buona pace delle Botteri di turno, il popolo non crede più alle menzogne dei media tradizionali, che Strache definisce spesso “stampa del Sistema” (Systempresse), e tenta quindi di entrare in contatto diretto con i politici sovranisti. Il dato non dev’essere sottovalutato: in un recente sondaggio condotto dalla tv di Stato austriaca (Orf) è risultato che ben l’85% degli elettori tra i 18 e i 34 anni di età non si fidano affatto dei media mainstream. Si tratta, a ben vedere, di numeri mostruosi. Basteranno a consegnare la presidenza a Hofer e a far piangere i mondialisti? Per dirlo, non ci resta che aspettare il 4 dicembre.

Valerio Benedetti

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