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Alexander Van Der Bellen e Norbert Hofer domenica sera si sono confrontati in diretta tv per la prima volta

Vienna, 23 nov – Si terranno il 4 di dicembre, in concomitanza con il referendum costituzionale italiano, le elezioni presidenziali austriache. Elezioni che hanno assunto negli ultimi mesi, i contorni della farsa, dopo che la Corte costituzionale, all’indomani della vittoria di misura del candidato progressista Alexander Van Der Bellen aveva annullato la consultazione elettorale per evidenti brogli in favore dello stesso candidato di sinistra. Si sarebbe dovuto rivotare il 2 ottobre, salvo che si è proceduto all’ennesimo rinvio per un difetto alle buste del voto per corrispondenza, lo stesso che aveva causato l’annullamento dell’esito del 22 maggio. Ora, dopo diversi mesi, l’Austria si ripresenta alle urne e questa volta, il candidato nazionalista Norbert Hofer, sembra avere la vittoria in tasca.



Domenica sera si è avuto il primo confronto televisivo tra i due contendenti. Van Der Bellen, in pieno stile radical chic, ha confermato che sul tema immigrazione, l’Austria farà la sua parte. L’idea di fondo è sempre la stessa: accoglienza indiscriminata e illimitata senza minimamente preoccuparsi delle ripercussioni sociali, culturali ed economiche che la montante marea di clandestini che arrivano dall’Africa comporta in una società. La sinistra continua a percorrere la stessa strada, sia che si tratti d’Italia che di Austria e pare non aver capito che il vento sta cambiando, almeno in Europa. Su questo tema Hofer pare abbia meglio percepito l’umore del popolo austriaco, evidentemente stanco del finto buonismo e dei diktat degli eurocrati di Bruxelles. La sua proposta sinteticamente può essere racchiusa in poche righe: bisogna creare una zona di sicurezza in nord Africa, completa di asili, scuole e altre strutture educative, in cui un potranno formarsi le persone che un giorno ricostruiranno i loro rispettivi paesi. Proposta che ovviamente non piace ai soloni del politicamente corretto. Gli stessi che poi si scandalizzano se le elezioni poi le vince il Trump di turno.

E a proposito del neo presidente degli Stati Uniti, Hofer, ha negato di essere vicino alle sue posizioni. Ha comunque espresso l’auspicio che con Trump si normalizzino i rapporti con la Russia con ovvie conseguenze positive anche per l’economia austriaca. L’Austria sotto la sua guida farà di tutto per rimuovere le sanzioni alla Russia. Van der Bellen, dal canto suo, ha smentito di aver definito “uno choc l’elezione di Trump”, perché frasi del genere, ha spiegato, non si possono rivolgere al presidente di una superpotenza. In proposito, ha voluto prendere le distanze dal segretario dell’Fpö Heinz-Christian Strache, che a sua volta aveva definito Angela Merkel “la donna più pericolosa d’Europa”, mettendo così a rischio i rapporti con il Paese vicino, con possibili conseguenze negative anche sul piano economico e dell’occupazione.

Sul tema Brexit, Van Der Bellen ha accusato più volte il suo avversario di continuare a giocare con la minaccia dell’uscita dell’Austria dall’Ue. Ma Hofer, anche in questo caso è stato chiaro: Vienna dovrebbe rinunciare ad essere membro dell’Unione europea solo se la Turchia dovesse entrarci, o a seguito di ulteriori diktat imposti da Bruxelles che minerebbero la sovranità austriaca. Quanto all’ipotesi di un esercito comune europeo, entrambi i candidati si sono trovati d’accordo per il no: l’Austria neutrale non può partecipare a una forza armata sotto il comando di uno straniero.
La discussione si è animata con reciproche accuse allorquando Hofer ha rinfacciato a Van Der Bellen di essere appoggiato dal Partito comunista. A sua volta il candidato dei Verdi ha poi replicato accusando l’Fpö di vicinanza con il movimento estremista degli Identitari (Identitare Bewegung Österreichs), che comunque raccoglie il favore dei più giovani.
Quale che sia l’esito del risultato, entrambi i contendenti hanno detto che non si appelleranno ad alcun ricorso. A questo punto non ci resta che attendere il 4 dicembre.

Giuseppe Maneggio

 

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2 Commenti

  1. Faranno di tutto affinché Hofer non vinca, di più e meglio dell’ultima volta, per lanciare il messaggio che il mondo democratico può fermare i populismi.
    Per quanto mi riguarda risulta molto più interessante questa contesa elettorale, pur non credendo nelle prassi democratiche , che il referendum in Italia.
    Andre

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