Roma, 3 apr – Porte aperte a tutti, tranne che agli italiani. E’ quanto deciso oggi dall’Austria. “Apriamo verso 7 Paesi confinanti e non ci saranno più controlli, come prima dell’emergenza coronavirus. I dati non lo consentono invece con l’Italia, ma intendiamo farlo il prima possibile”, ha detto il ministro degli Esteri austriaco, Alexander Schallenberg, durante una conferenza stampa. “Non è una decisione contro l’Italia”, ha poi specificato Schallenberg. Insomma i nostri cari vicini non si fidano di noi oppure hanno paura di noi. Poco cambia, sta di fatto che ci chiudono la frontiera. Eppure i dati sul coronavirus in Italia sono da diversi giorni più che confortanti e di conseguenza dovrebbero essere rassicuranti, ma il governo di Vienna evidentemente non è di questo avviso.

Schiaffo all’Italia

Difficile comprendere le ragioni effettive di questa scelta poco apprezzabile, perché con tutta evidenza può essere dettata da vari fattori: una presa di posizione pregiudiziale, una reale percezione distorta dell’epidemia in Italia, oppure un eccesso di scrupolosità. O ancora l’incapacità del governo italiano di relazionarsi efficacemente con i Paesi vicini. Probabilmente tutti questi fattori hanno generato la decisione austriaca, sulla falsa riga tra l’altro di quanto già annunciato dalla Grecia. Schallenberg ha comunque fatto sapere che il governo di Vienna effettuerà una nuova valutazione a riguardo la prossima settimana. Quindi potrebbe trattarsi pure di attendere soltanto qualche giorno prima dell’apertura all’Italia.

“Vediamo che la situazione in Italia è molto migliorata e che alcune regioni, come l’Alto Adige, hanno buoni dati Covid”, ha detto il ministro degli Esteri austriaco. Per questo l’Austria si dice pronta a prendere “seriamente” in considerazione la proposta di Bolzano di consentire viaggi in alcune Regioni italiane. “L’obiettivo resta l’apertura verso l’Italia, appena i dati lo consentiranno”, ha dichiarato ancora Schallenberg. Ha davvero senso attendere una settimana? La cautela austriaca è comprensibile o no? Propendiamo per una risposta negativa ad entrambe le domande, anche perché questa mossa suona a prescindere come uno schiaffo all’Italia.

A tal punto che si è destato persino Luigi Di Maio, che a volte si scopre all’improvviso ministro degli Esteri. Peccato che come al solito l’esponente pentastellato non abbia centrato il punto. “Gli individualismi violano lo spirito comunitario e danneggiano l’Europa e il mercato unico”, avrebbe dichiarato il ministro Luigi Di Maio, in merito alla decisione dell’Austria, durante una riunione con il suo staff. Più che l’individualismo, considerata l’apertura a tutti gli altri, emerge l’ostilità nei nostri confronti. Nel frattempo, a quanto appreso dall’Ansa, in giornata dovrebbe esserci un colloquio telefonico tra Di Maio e l’omologo austriaco. Con calma, senza fretta.

Eugenio Palazzini

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