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Roma, 3 giu – “Mentre due rom evadono da Rebibbia, favoriti dal mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento e dalla carenza di organico, il governo spende 30 milioni di euro per assumere personale in forza al ministero dell’Interno per accelerare la regolarizzazione dei clandestini. Siamo oltre la decenza e l’umanamente tollerabile”. E’ l’attacco di Andrea Delmastro, responsabile Giustizia di Fratelli d’Italia. Il deputato condanna duramente il governo giallofucsia per quanto accaduto al carcere romano di Rebibbia, dove oggi in pieno giorno due detenuti di etnia rom hanno segato le sbarre, si sono calati con una corda e dopo aver scavalcato il muro di cinta si sono dati alla fuga.

“Bonafede provi a dare un segnale della sua esistenza non solo per le scarcerazioni dei mafiosi”

“E’ questione di priorità: per Fratelli d’Italia la priorità dovrebbe essere la sicurezza, per Bonafede, per il M5S e per il Pd la priorità è la regolarizzazione dei clandestini. Bonafede – prosegue Delmastro – provi a dare un segnale della sua esistenza non solo per le ignobili scarcerazioni dei mafiosi, ma anche per la sicurezza dei nostri istituti penitenziari e chieda che le risorse per assumere i ‘regolarizzatori’ dei clandestini vengano dirottate al sistema carcerario per metterlo in sicurezza”, conclude.

La protesta della polizia penitenziaria: “Evasione conseguenza smantellamento sicurezza”

I due evasi, un 40enne e un 46enne, erano in carcere il primo con l’accusa di furto, riciclaggio, lesioni e falso materiale; il secondo per ricettazione, falso materiale, false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Sull’evasione sta indagando la polizia. Attenzione massima ai campi nomadi di via Salviati e via di Salone. Sotto stretto controllo, secondo quanto si apprende, anche gli aeroporti di Ciampino e Fiumicino. L’accaduto ha scatenato la protesta dei vari sindacati della polizia penitenziaria, che puntano il dito contro la “fragilità del sistema carcerario“. Gli allarmi lanciati sono stati sottovalutati – fanno presente le varie sigle sindacali – e l’evasione di oggi “è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della polizia penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno”.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Visto che i signori erano in galera,per fatti gravi e reiterati,visto che con l’arietta che tira, per essere in carcere ,devono averla fatta grossissima,poiche’ ladri e spacciatori oramai il gabbio neppure lo sfiorano,ci si domanda se questo governo di personaggi inadeguati possa essere utile a qualcuno o a qualcosa che non sia la distruzione del tessuto sociale italiano e la soppressione della razza italica……….. oramai ci si preoccupa solo di rom, africani e monopattini………. vergognoso.

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