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Autobomba fa strage a Kabul vicino alle ambasciate: 80 morti e 350 feriti

by La Redazione
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Kabul, 31 mag. – È di 80 morti e oltre 350 feriti il bilancio provvisorio di un attentato avvenuto questa mattina a Kabul, in Afghanistan. Un’autobomba, imbottita di tritolo, è esplosa in piazza Zanbaq, nel quartiere delle ambasciate, nel distretto di Wazir Akbar Khan. Una zona, questa, che proprio per la presenza anche dei palazzi governativi dovrebbe essere tra le più sicure della città. L’autobomba ha provocato danni al almeno 30 autovetture e ha mandato in frantumi i vetri degli edifici nel raggio di un chilometro. Danni all’ambasciata francese, a quella tedesca, all’ospedale di Emergency e agli studi dell’emittente televisiva 1TvNews, che aggiorna sulla situazione.

Le notizie sono ancora frammentarie, alcuni testimoni hanno raccontato di aver udito un boato fortissimo e aver visto una colonna di fumo nero alzarsi verso il cielo. Molti dei feriti sono in gravi condizioni e la conta dei morti potrebbe aumentare, secondo quanto ha riferito il direttore degli ospedali della capitale afghana.

Nella zona ci sono molte altre ambasciate, oltre al palazzo presidenziale e alla sede della missione Nato Resolute Support, che guida le forze internazionali impegnate nella lotta contro Isis e Talebani. L’attacco è avvenuto alle 8.25 locali, le 6 in Italia, e il portavoce del ministero degli Interni afghano, Najib Danish, ha spiegato che per provocare l’esplosione è stata usata una cisterna dell’acqua.

Al momento ancora nessuno ha rivendicato l’attentato. Tuttavia la matrice sembra ricondurre alla galassia jihadista, dal momento che i talebani da un mese a questa parte hanno lanciato la cosiddetta “offensiva di primavera”. Kabul, inoltre, è spesso teatro di azioni terroristiche messe a segno da forze ribelli islamiche, che hanno come obiettivo i civili e spesso anche i soldati occidentali. Nel marzo scorso, ad esempio, era stato attaccato un ospedale militare di Kabul. I terroristi avevano ucciso 38 persone. Molti i feriti tra pazienti, infermieri e medici.

Ancora sangue, dunque, sul Ramadan dopo gli attentati che hanno sconvolto ieri Baghdad, in Iraq. Il chief executive del governo afghano, Abdullah Abdullah nel condannare l’attentato ha commentato: “Chi uccide durante il Ramadan non è degno di pace e merita di essere distrutto”.

 

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