Il Primato Nazionale mensile in edicola

Parigi, 3 mag. – Mancano pochissimi giorni al ballottaggio per le elezioni presidenziali francesi, ma i giochi non sono ancora fatti. Alla vigilia dell’atteso dibattito tv tra i due candidati all’Eliseo sono stati resi noti i risultati delle consultazioni online degli elettori di estrema sinistra, rappresentati da Jean Luc Mélenchon e dal partito France Insoumise, sulle loro intenzioni di voto per domenica. Si asterranno.

La necessità di consultazioni online era nata dopo che Mélenchon, arrivato quarto al primo turno, si era rifiutato di dare indicazioni di voto. Mai con Marine, aveva detto lui. Ma ora i suoi elettori hanno detto anche mai con Macron. Potevano scegliere tra l’astensione, la scheda bianca o l’astensione e il voto per l’enfant prodige della politica francese. In tutto gli iscritti a France Insoumise sono 450mila, e alla consultazione ha partecipato oltre metà di loro. Il 36,12% ha scelto la scheda bianca, il 29,05% l’astensione e il 34,83% Macron. Insomma, due terzi degli elettori di sinistra non si sentono rappresentati da Emmanuel Macron.

Intanto Marine Le Pen continua a guadagnare consensi e i sondaggi la danno in ascesa. La strada è ancora in salita ma l’esito delle consultazioni online dell’estrema sinistra può decisamente sperare. A differenza di Macron, che non ha un suo elettorato perché uomo delle banche, della finanza e dei poteri forti, Marine ha uno zoccolo duro di elettori che non la tradiranno. Inoltre Marcon risulta essere più popolare tra le famiglie con un reddito mensile superiore ai 3mila euro, Le Pen tra quelli che a stento arrivano ai 1250. Inoltre Macron è benvoluto nelle grandi città, Marine tra le campagne. E basta guardare alla geografia della Francia per capire che i giochi sono tutt’altro che fatti.

Proprio perché Marine è data in recupero, sono state avanzate le ipotesi che a pilotare il voto francese di domenica ci possa essere lo zampino dei russi. Si teme quindi un effetto Trump anche a Parigi e a riferirlo sono i servizi segreti americani. È stato il senatore a capo della commissione per l’Intelligence americana, Richard Burr e mettere in guardia sulle “più che plausibili” interferenze russe nella campagna presidenziale francese. Pare che i russi starebbero, da tempo, divulgando fake news volte a screditare l’immagine di Macron. E in tutta risposta il candidato di En Marche! si è rifiutato di accreditare il network televisivo russo RT, poiché giudicato “di propaganda”.

Commenta