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Abubakar Shekau leader di Boko Haram

Lagos, 12 gen – Dall’agenzia di stampa Reuters è arrivata la conferma: in Nigeria i due attacchi kamikaze di ieri, che hanno portato la morte in un mercato di telefonini a Potiskum, stato nord-occidentale di Yobe, sono stati condotti da due ragazzine, una di quindici e una di appena dieci anni, imbottite di esplosivo probabilmente azionato a distanza e usate come vere e proprie bombe umane.

L’attacco, firmato Boko Haram ha causato la morte di sette persone e ne ha ferite almeno quarantotto. I testimoni raccontano di avere visto le bambine aggirarsi per il mercato poco prima dell’esplosione e secondo uno di loro, Sani Abdu Potiskum, le attentatrici dimostravano non più di 10 anni.

Non è un caso isolato, sembra invece essere l’orrendo modus operandi del sedicente califfato nero Boko Haram. Sempre ieri, infatti, nel mercato della città di Maiduguri nello Stato di Borno alle 12,40, aveva usato un’ altra bambina-bomba che aveva ucciso 19 persone e ferite 18. Sempre una cintura di esplosivo allacciata sotto il niquab, il velo totale che questi fondamentalisti impongono ormai da tempo alle donne nigeriane che vivono nelle zone sotto il loro controllo.

Unendo una lettura estrema di matrice wahabita del Corano a rivendicazioni di tipo etnico-tribale, la milizia del califfato nero in Nigeria sta ormai destabilizzando tutto il nord-est del paese e in quanto ad atrocità sembra ami fare a gara con il suo omologo orientale Isis.

Alberto Palladino

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