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Bannon via da Breitbart: la strana parabola dell'ex spin doctor di Trump

by Roberto Derta
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Roma, 10 gen – La parabola di Steve Bannon si fa sempre più indecifrabile: ora, infatti, l’ex consigliere di Trump si è dimesso dal Breitbart News Network. È l’epilogo di un rapporto definitivamente incrinato, dopo le confessioni del giornalista contenute nel libro Fire and Fury, di Michael Wolff, pure recentemente ritrattate. Per molto tempo, Bannon è stato considerato il punto di contatto tra il candidato repubblicano, poi diventato presidente, e il variegato mondo dell’Alt-Right. Di fatto, lo spin doctor ha incarnato l’anima davvero alternativa di un certo trumpismo, ostile ai meccanismi sclerotici del vecchio Partito repubblicano e fieramente combattiva contro i dettami del politicamente corretto.
Dopo i fatti di Charlottesville, tuttavia, Trump ha offerto la testa di Bannon a coloro che lo consideravano troppo ambiguo nel condannare il mondo suprematista. Di fatto, la presidenza è passata sotto l’esclusivo dominio di Ivanka e dell’ambizioso Jared Kushner. Anche dopo la cacciata dal “cerchio magico” del presidente, tuttavia, Bannon ha evitato rotture con l’amministrazione, preferendo pungolare Trump e offrirgli una sorta di sostegno critico. Poi è arrivato Fire and Fury, in cui Bannon avrebbe parlato di riunioni “sovversive” fra membri dell’amministrazione e i russi. Una strana sortita, dato che anche i più critici nei confronti di Trump, a destra, diffidano dalle rivelazioni sul Russiagate, considerato unanimemente come un’invenzione democratica. Insomma, se bisognava marcare una differenza dal presidente, non era quello il tema giusto, quelle dichiarazioni hanno messo in netta minoranza Bannon rispetto al suo stesso pubblico. E anche rispetto ai suoi finanziatori.
Solo ieri, assai tardivamente, è arrivata la retromarcia, con dichiarazioni al miele nei confronti del presidente. Troppo tardi: secondo il New York Times, Rebekah Mercer – la più grande finanziatrice di Breitbart e seguace di Trump – ha chiesto di tagliare i fondi al sito se Bannon fosse rimasto al suo posto dopo la pubblicazione del libro. E le dimissioni sono prontamente arrivate. “Sono orgoglioso di ciò che il team Breitbart ha realizzato in un periodo di tempo così breve nel costruire una piattaforma di notizie di livello mondiale”, ha detto Bannon, mentre il sito promette una “transizione regolare e ordinata”. “Steve è una parte preziosa della nostra eredità e saremo sempre grati per i suoi contributi e per quello che ci ha aiutato a realizzare”, ha aggiunto Larry Solov, ad di Breitbart.
Roberto Derta

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