Roma, 26 nov – Con una produzione annua di 728mila tonnellate, il Benin è il primo produttore di cotone dell’Africa, ma paradossalmente trae poco beneficio da questa materia prima perché quasi tutto il raccolto viene esportato e lavorato in Bangladesh e in altri Paesi asiatici. Questa situazione è insostenibile visto che i benefici vanno a quelle nazioni che trasformano i fiocchi di cotone in vestiti.

Benin, il parco industriale per la trasformazione del cotone

Il governo del Benin ha deciso ora di agire incentivando la nascita di industrie tessili che possano trasformare in loco il cotone in vestiti, da poter esportare in altri Paesi africani, in Asia, in Europa e in Nord America. Per portare avanti questo progetto, a 45 chilometri dalla città di Cotonou è stata creata la Glo-Djigbe Industrial Zone, un parco industriale che vede la partecipazione del governo del Benin e di Arise Integrated Industrial Platform, una società di proprietà della Africa Finance Corporation. Il costo di questo parco commerciale è di un milione di dollari e ospiterà le industrie tessili che trasformeranno il cotone del Benin. Per avviare al più resto questo progetto è inoltre iniziata la formazione di mille operai tessili.

Nei prossimi mesi le prime tre industrie tessili inizieranno ad operare aggiungendo valore a 40mila tonnellate di fibra di cotone e dando lavoro a 15mila persone, senza contare i vantaggi per i coltivatori che vedranno i loro ricavi aumentare progressivamente. Il parco industriale non ospiterà solo aziende tessili, ma anche industrie farmaceutiche e fabbriche per la lavorazione degli anacardi.

Giuseppe De Santis

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1 commento

  1. Tranquilli… poi se son bravi ed obbedienti gli arriverà pure il cotone di altri “tosati” per bene.

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