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Berlino, 23 gen – La Germania ha deciso di “sospendere” l’operazione navale Sophia per il contrasto dei trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. Il motivo: la linea dura dei porti chiusi adottata dal governo italiano.



La sostituzione della nave Augusta con la nave Berlin nell’ambito della missione Ue, prevista all’inizio di febbraio, secondo la decisione riferita dal generale Eberhard Zorn alla Commissione Difesa ed Esteri, non avverrà, in attesa che “venga definito il mandato della missione”.

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La decisione di Berlino rischia di porre termine all’intera operazione per via del drastico calo del numero di navi militari attive nel Canale di Sicilia per soccorrere gli immigrati e controllare i trafficanti di uomini.

Secondo quanto scrive l’agenzia tedesca Dpa citando fonti governative, la decisione della Germania sarebbe la conseguenza della linea dura del governo italiano sull’accoglienza.
Peraltro, a quanto pare, non risulta che il governo gialloverde e i vertici militari di Roma – dove c’è la sede operativa della missione – siano stati consultati prima della decisione.

Immediata la replica del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. “La missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia e così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese. Se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema“.

“O cambiano le regole o l’operazione Sophia finisce“, ribadisce Salvini, a Radio anch’io su Rai Radiouno. “Se la Germania esce non è un problema”, ha aggiunto, ricordando che Sophia “è una missione internazionale che ha avuto come sua unica ragione di vita il fatto che tutti i migranti soccorsi finissero in Italia. Un accordo geniale sottoscritto dal governo Renzi, non mi chiedete perché o in cambio di cosa“.

Dal canto suo, Il portavoce della Difesa tedesca ha spiegato che l’invio di una nuova nave “è solo temporaneamente sospeso. Il mandato della missione sarà prolungato dalla Ue a marzo e noi riteniamo che debba essere chiarito meglio quali sono i compiti. Nel quartier generale di Sophia restano comunque i nostri uomini”.

L’operazione Sophia era stata lanciata nel 2015 con il compito di arrestare gli scafisti, distruggere le loro navi prima che prendessero il largo e interrompere definitivamente il traffico di immigrati clandestini e, allo stesso tempo, addestrare la Guardia Costiera libica e contribuire all’attuazione dell’embargo dell’Onu sulle armi in alto mare al largo delle coste libiche. Tuttavia la missione Ue si è rivelata un fiasco, limitandosi all’applicazione della sola fase del salvataggio dei naufraghi.

Il mandato della missione è stato rinnovato a dicembre per tre mesi e si concluderà alla fine di marzo. Con un nulla di fatto, appunto.

Adolfo Spezzaferro

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