Roma, 28 gen – “C’è una possibilità concreta che i russi invadano l’Ucraina a febbraio”. E’ quanto dichiarato da Joe Biden durante un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A riferirlo è la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano Emily Horne, che ha poi voluto ricordare come il leader della Casa Bianca aveva già paventato anche “pubblicamente” questa possibilità e la stessa amministrazione Usa aveva “messo in guardia su questo”.

Biden evoca invasioni e saccheggi russi. Ma anche l’Ucraina è scettica

Stando alla ricostruzione della Cnn, durante la telefonata in questione, il presidente statunitense avrebbe addirittura detto a Zelensky che Kiev potrebbe essere “saccheggiata” dai russi. Ma il leader ucraino non concorda sulla gravità della situazione e per tutta risposta avrebbe invitato Biden ad abbassare i toni. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha dichiarato che gli Stati Uniti continuano “a vedere, anche nelle ultime 24 ore, un maggiore schieramento di forze combattenti schierate dai russi, ancora una volta, nella parte occidentale del loro Paese e in Bielorussia, vicino al confine con l’Ucraina”. Eppure questo schieramento non sarebbe così “marcato”.

Insomma Biden continua a evocare lo spettro dell’invasione russa, ma la confusione sotto il cielo a stelle e strisce è piuttosto evidente. L’impressione è che si voglia perseverare nel braccio di ferro con Mosca, mettendo le avanti. Della serie: se scoppia la guerra, è colpa della Russia che la pianifica da tempo. In realtà è altamente improbabile che il Cremlino voglia davvero procedere in tal senso, semmai gioca al rialzo nelle serrate trattative con Washington.

La guerra “evocata” è un problema solo per l’Europa

Prova ne è quanto affermato dal ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov, all’emittente Sputnik e ad altre radio russe: “Se dipenderà dalla Federazione Russa, allora non ci saranno guerre. Non vogliamo guerre, ma nemmeno possiamo permettere rudi attacchi ai nostri interessi, non permetteremo che i nostri interessi vengano ignorati”.

Nessuno, come già spiegato su questo giornale, vuole davvero imbarcarsi in un conflitto devastante. Perché nessuno può realmente permetterselo. Gli esiti sarebbero oltretutto imprevedibili. Semmai, a tutte le parti in causa – Ucraina, Usa e Russia – è utile tenere alta la tensione, per puntellare i rispettivi interessi. La guerra continuamente evocata è un problema reale soltanto per l’Europa, inerte di fronte ai mercati in subbuglio e terrorizzata dalla crisi energetica.

Eugenio Palazzini

 

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