Roma, 11 ott – Joe Biden dichiara ancora supporto all’Ucraina. Se qualche dubbio poteva sorgere nei giorni scorsi su un eventuale o presunto allontanameno di Washington da Kiev (e può sorgere ancora, in via ufficiosa e del tutto ipotetica), almeno ufficialmente gli americani proseguono sulla linea tenuta dall’inizio del conflitto. Il tutto mentre Mosca ieri ha scatenato l’attacco più poderoso dall’inizio del conflitto Il che probabilmente era anche prevedibile. Ma andiamo con ordine.

Biden e il sostegno Kiev

Biden conferma la politica in corso da febbraio e dichiara ancora supporto all’Ucraina. Quello che è “necessario per difendersi, compresi sistemi avanzati di difesa aerea“. Secondo quanto riporta l’Ansa, il presidente americano “ha anche sottolineato il suo continuo impegno con alleati e partner per continuare a imporre costi alla Russia, ritenendo la Russia responsabile dei suoi crimini di guerra e e delle sue atrocità”. Sulla stessa linea Jens Stoltenberg, segretario della Nato, che condanna gli attacchi di ieri

Mosca, la furia sull’Ucraina

Qualcuno l’ha definita rappresaglia e tanti vendetta, dopo l’attacco al ponte di Kerch. Il che, per carità, potrebbe starci. Un’altra lettura possibile (o da aggiungere a quella più in voga, perché di fatto non si escludono) è che al Cremlino abbiano “fiutato” o aspettato eventuali segnali più espliciti di un allontanamento di Washington da Kiev, dopo i messaggi “strani” fatti trapelare dal New York Times. E che soprattutto per questo via sia stata un’accelerazione poderosa degli attacchi: allo scopo di riprendere il più possibile, in vista della partenza di un eventuale negoziato. Per carità, si tratta soltanto di ipotesi, perché nessuno è in grado di leggere nella mente delle persone. Del resto, ufficialmente, Washington non si è mossa granché, ma sarebbe stato anche improbabile aspettarsi dichiarazioni ufficiali completamente opposte alle precedenti, almeno in questo momento. Certamente, la specifica sui sistemi di difesa aerea non depone a favore della tesi “negoziale”, ma vedremo cosa accadrà. Dal canto suo, Mosca ha scatenato una furia mai vista dai tempi dello scopoio del conflitto: 83 missili e 17 droni kamikaze lanciati su due terzi delle regioni del Paese, infrastrutture strategiche distrutte, città senza luce elettrica.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. “Ecrasez l’ infame” che continua a soffiare sul fuoco di una guerra civile !! L’ infame è chi controlla il nostro occidente, sia ben chiaro. Mandiamoli a fare in c. fin che siamo in tempo. Senza se e senza ma da cagasotto.

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