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Rio De Janeiro, 3 gen – Ennesimo mal di pancia per i progressisti in seguito al tweet pubblicato da Jair Bolsonaro: il presidente del Brasile non smette di annunciare i suoi propositi di governo e lo fa con una dichiarazione che non si presta a fraintendimenti. Nel mirino stavolta è finito il sistema scolastico brasiliano. Il presidente carioca ha delineato in modo breve ma estremamente chiaro uno dei progetti della sua amministrazione: sbarazzarsi della “spazzatura marxista” che come una piaga infetta gli scolari fin dalla più tenera età, e smantellare dalle fondamenta l’egemonia ideologica sinistrorsa che tiene in scacco il paese.



“Uno degli obiettivi per noi è quello di portare il Brasile fuori dalle peggiori posizioni nel ranking dell’istruzione mondiale e di combattere la spazzatura marxista che è stata inserita nelle sistema edicativo”, ha dichiarato. “Riusciremo così a formare e crescere dei cittadini e non dei militanti politici [di sinistra]”

Bolsonaro ha poi annunciato il nome del nuovo ministro dell’Istruzione: Ricardo Velez Rodriguez, il terrore dei radical chic brasiliani, già docente alla Scuola di comando dello Stato Maggiore dell’esercito brasiliano. A lui spetterà il compito di attuare i programmi di Bolsonaro tra cui “Scuola senza partiti”, all’esame nel Parlamento, che promuove la sospensione dell’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole e la reintroduzione della religione nei programmi scolastici pubblici.

Il presidente ha previsto anche l’istituzione di almeno un collegio militare per ogni capoluogo entro il 2020. “Penso che le scuole militari in Brasile rappresentino oggi un modello funzionante, all’insegna della disciplina, e che portino buoni risultati in sede di valutazione. Quindi, vorrei proporre questo modello, o quello delle scuole miste civico-militari, che esistono già in alcune città. Ai bambini piace, alle famiglie piace, perché non supportare questo sistema se funziona?”. I figli dei radical chic farebbero meglio a espatriare.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Un vero eroe, una persona seria,un ottimo presidente per il Brasile dopo decenni di vomito comunistoide e sinistro……… In Italia qualche magistrato politicizzato sinistro lo avrebbe già fatto arrestare…….. Da noi una certa magistratura piddina protegge zingari e spacciatori vari negroidi, noi italiani se difendiamo la nostra casa ed il nostro lavoro veniamo accusati di omicidio, se esprimiamo una opinione su un vigliacco comunista veniamo denunciati……….. Come al solito, ai sinistri , noi italiani facciamo schifo. Comunisti ignobili.

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