Con l’utilizzo dell’aeroporto iraniano gli aerei russi vedranno praticamente più che dimezzata la distanza che dovranno percorrere per poter colpire gli obiettivi del Califfato in Siria: sino ad oggi i bombardieri a medio raggio dovevano percorrere la distanza di circa 2000 km partendo dalla base di Mozdok, nella regione russa dell’Ossezia settentrionale, sorvolando le repubbliche caucasiche, l’Iran e l’Iraq per raggiungere la Siria, ora invece il tragitto si è ridotto a circa 700/800 km e prevede solo il sorvolo dello spazio aereo iracheno. In questo modo i bombardieri Tu-22M potranno essere dotati di un maggior carico bellico rispetto al carburante, e, fatto ancora più importante, ci sarà la possibilità di effettuare più raid nello stesso lasso di tempo, essendo più che dimezzato il tempo di volo. Gli aviogetti saranno scortati da Su-30 e Su-35 di stanza nella base di Khmeimim in Siria.
Il Tupolev Tu-22M, conosciuto un tempo come Tu-26 “Backfire” secondo la vecchia denominazione Nato, rappresenta ancora, dopo quasi mezzo secolo, la spina dorsale delle forze di bombardamento russe. L’aereo fece il suo primo volo nel 1969, ma la sua ultima versione, la M3, effettuò il primo test il 20 giugno 1977. Il Tu-22M3 cominciò le valutazioni operative alla fine degli anni ’70, ed entrò in servizio attivo nel 1983. L’aereo ha un’autonomia di circa 7000 km ed un raggio di azione di 2400, dotato di ala a freccia variabile come il più piccolo Su-24, è lungo circa 42 metri con un peso massimo al decollo di 126000 kg. Spinto da due turboventole Kuznetsov NK-25 con postcombustione, è capace di una velocità massima di circa 2300 km/h a 10 mila metri di quota (Mach 2.05), la sua velocità di crociera è di circa 900 Km/h ed è in grado di raggiungere facilmente Mach 1 a bassa quota. Nato come bombardiere tattico terrestre e navale con capacità nucleare, è in grado di trasportare fino a tre missili da crociera AS-4 Kitchen o altrettanti AS-6 Kingfish sistemati nella stiva o appesi a piloni esterni, sei AS-16 Kickback in un lanciatore rotante nella stiva, oltre ad altri quattro appesi ai due piloni esterni oppure una settantina di bombe a caduta libera convenzionali per un totale di circa 24 tonnellate di armamento. L’equipaggio è composto di 4 uomini, un comandante, un co-pilota, un ufficiale addetto alle comunicazioni e contromisure elettroniche (non adeguate tanto da richiedere la scorta di un aereo ECM), e un navigatore.
Paolo Mauri