Roma, 1 mar – “Bombarderemo la guerra mediatica di Kiev”. E’ quanto annunciato dalle forze armate russe, stando a quanto riportato dall’agenza Tass. Cosa significa esattamente?

Bombe sulla guerra mediatica. Mosca: “Lasciate le case vicino ai cyber hub”

Presto detto, mentre verso Kiev avanzano decine di mezzi militari russi avanzano, Mosca intende colpire le sedi operative dei servizi di sicurezza ucraini e del centro per quella che viene definita guerra psicologica e mediatica. Il ministero della Difesa russo ha invitato al contempo tutte le persone che abitano nelle zone in cui si trovano i cosiddetti “cyber hub”, in pratica i siti militari da cui partono i cyberattacchi, a lasciare le case. “Allo scopo di sventare gli attacchi informatici contro la Russia, colpi con armi di alta precisione saranno effettuati contro le strutture tecnologiche del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina e il centro principale di operazioni psicologiche e informative a Kiev”, dice il ministero russo. Presto dunque le forze armate di Mosca effettueranno raid anche nella aree centrali della capitale ucraina, con i rischi per la popolazione che ne conseguono.

Medvedev: “Guerre economiche spesso diventano reali”

Intanto Dmitry Medvedev, vice presidente del Consiglio di sicurezza in Russia, tuona su Twitter contro le sanzioni alla Russia: “Non dimenticatevi che le guerre economiche nella storia dell’umanità si sono spesso trasformate in guerre reali“, cinguetta Medvedev. Il tweet è stato tradotto anche in francese, per rispondere appositamente alle dichiarazioni del ministro transalpino dell’Economia Bruno Le Maire, secondo cui contro la Russia è stata dichiarata una guerra economica. Non serviva di certo rimarcarlo per comprenderlo, ma con tutta evidenza l’uscita di Le Maire ha esacerbato ulteriormente la tensione. “Provocheremo il crollo dell’economia russa dopo l’operazione militare contro l’Ucraina”, ha infatti specificato il ministro francese. “Fate attenzione alle vostre parole, messieurs”, ha scritto poi Medvedev.

Domani secondo round di colloqui tra Russia e Ucraina

Intanto, stando a quanto riferito dalla Tass e da alcuni media ucraini, domani si terrà il secondo round dei colloqui tra Russia e Ucraina. Il capo delegazione russo Vladimir Medinsky ha fatto sapere che le delegazioni hanno concordato di tenere il prossimo ciclo di colloqui in Bielorussia. Le principali condizioni dettate ieri da Vladimir Putin per il cessate il fuoco sono queste: stop all’invio di armi occidentali a Kiev, riconoscimento internazionale della Crimea come territorio russo e garanzie per la neutralità dell’Ucraina, con l’adesione alla Nato non contemplabile.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. Chi vive vicino, lasci anche Kolomoisky e personaggi affini, seminatori di odio e di tragedie già ben documentate e non più nascondibili…

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