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Roma, 18 feb – La più grande associazione scout degli Stati Uniti, nonché una delle più grandi del mondo, è in bancarotta. Boy Scouts of America, organizzazione che conta 2,2 milioni di membri tra i 5 e i 21 anni, ha infatti presentato istanza di fallimento. Ma come si è arrivati a questo drammatico punto di non ritorno? Com’è possibile che gli scout americani siano alla frutta? Il motivo è presto detto: sono incappati in un maxi scandalo pedofilia, dovuto alle numerose richieste di risarcimento presentate da ex membri del gruppo giovanile. Accuse di abusi sessuali che hanno costretto il gruppo ad affrontare una serie di cause legali.

Scouts americani: migliaia di abusi sessuali

L’associazione è stata accusata in particolar di aver coperto generazioni di abusi inflitti a migliaia di scouts, senza oltretutto aver provveduto ad attivarsi per sradicare la piaga dei pedofili che avrebbero imperversato all’interno del movimento giovanile. Si parla di 110 anni di storia macchiata indelebilmente da violenze sessuali nei confronti di minori. Boy Scouts of America ha scelto adesso di adoperarsi ricorrendo alla procedura di salvaguardia, necessaria per garantirgli il prosieguo delle attività e per attivare un fondo di compensazione per le vittime di abusi sessuali.

“La BSA si preoccupa profondamente di tutte le vittime di abusi e si scusa sinceramente con tutti coloro che sono stati danneggiati durante il loro periodo in Scouting”, ha dichiarato oggi l’amministratore delegato dell’associazione Roger Mosby. Stando a quanto riferito dall’avvocato delle vittime, Jeff Anderson, sono più di 12mila i membri dei Boy Scout che hanno subito violenze sessuali dal 1944. Il legale ha fatto inoltre sapere che c’è una documentazione della stessa organizzazione, denominata “file di perversione”, in cui figurano circa 7.800 presunti autori di abusi: tra questi vi sarebbero molti capi scout.

Eugenio Palazzini

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