Londra, 9  lug  – Jeremy Corbyn, leader del partito laburista inglese, cambia idea sulla Brexit: si schiera a favore di un secondo referendum, sosterrà l’opzione Remain se il prossimo governo Tory invece avanzerà l’idea di un nuovo voto popolare, sempre contro  qualsivoglia ipotesi di Brexit no deal come anche contro un tipo di accordo dannoso per il Regno Unito.

L’appello a Johnson e Hunt

La decisione di Corbyn è stata più volte rinviata nelle settimane scorse, ed è stata assunta ufficialmente solo oggi dal governo ombra a mezzo di una “lettera aperta”. In tale missiva, Corbyn comunica agli iscritti del Partito Laburista che ha deciso di superare le obiezioni che il fronte interno anti Brexit (che ha un peso importante ma è eterogeneo nelle impostazioni)  gli aveva mosso. Si appella inoltre a Boris Johnson e Jeremy Hunt, papabili successori di Theresa May alla guida del Regno unito come primo ministro, ad accettare un nuovo voto popolare sulla Brexit. Scrive Corbyn ai suoi “nemici”: “Chiunque diventi primo ministro, deve avere la fiducia di tornare dal popolo e sottoporre a un voto pubblico il suo accordo o un no deal”. “In questo caso” dichiara Corbyn “voglio rendere chiaro che il Labour farà campagna per il Remain contro qualunque accordo Tory che non protegga l’economia e i posti di lavoro”.

Le critiche dei conservatori

La decisione sulla Brexit di Corbyn è stata in maggior parte accettata dal suo partito. Qualche riserva si verifica in ala “europeista”, capeggiata dal vice leader Tom Watson, ma una svolta era sollecitata  da mesi dagli appartenenti ai Labour, anche dai “fedelissimi” di sinistra Corbyn. Per molti conservatori, questa decisione  è un tradimento dell’impegno dei  Labour formalizzato nel manifesto elettorale del 2017, quello con cui il partito di sinistra si impegnava a rispettare il risultato favorevole alla Brexit del referendum del 2016.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Come al solito quando alle oligarchie e ai loro pupazzi il voto del popolo non và bene, glielo fanno ripetere fino a quando non votano come loro desiderano.Ed hanno la faccia tosta di chiamarla democrazia.Il vero nome di questa robaccia è plutocrazia.

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