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Cambridge, 25 giu – Se un bianco fa svolazzare uno striscione sopra uno stadio ricordando a tutti che anche le vite dei bianchi sono importanti, verrà braccato dalla polizia, licenziato per rappresaglia antirazzista (e assieme a lui anche la propria fidanzata), tacciato di crimini contro l’umanità e gli verrà interdetto a vita l’accesso nel suddetto stadio. Se una donna di colore disumanizza un intero gruppo etnico in base al colore della loro pelle (bianca, ovviamente) auspicandone l’estinzione twittandolo più e più volte, questa verrà difesa a spada tratta anche dal proprio datore di lavoro – questo caso, l’università di Cambridge – e verrà santificata da media e opinione pubblica. Benvenuti nel bel mondo a cui ci sta preparando il Black lives matter, dove Priyamvada Gopal, docente di letteratura postcoloniale dell’Università di Cambridge, ha innescato una bufera social dopo aver pubblicato tweet che attaccano l’«essere bianchi» (whiteness) e affermano che «le vite bianche non contano», e ha incassato il pieno sostegno del rettorato dopo le proteste sorte in seguito ai suoi messaggi di odio.

All’ondata di proteste social ha fatto seguito il lancio di una petizione, Fire Cambridge Professor for Racism, (Licenziate la professoressa di Cambridge per razzismo) su change.org. Gli ideatori della raccolta di firme affermano che le dichiarazioni di Gopal sono razziste e odiose e non devono essere tollerate dalla direzione dell’Università di Cambridge. Cambridge deve pertanto attivarsi per interrompere immediatamente il rapporto lavorativo con la signora Gopal nel migliore interesse di tutti gli studenti e della comunità in generale.

Per tutta risposta, pur non riferendosi direttamente a Gopal, mercoledì sera l’Università di Cambridge si è affrettata a twittare in difesa dalla docente: «L’Università difende il diritto dei propri accademici di esprimere le loro opinioni, anche quelle che altri potrebbero trovare controverse, e deplora nel modo più assoluto gli abusi e attacchi personali. Questi attacchi sono totalmente inaccettabili e devono cessare». Chissà se a Cambridge avrebbero difeso chi sostiene esattamente il contrario della Gopal.

Cristina Gauri

9 Commenti

  1. Se esistesse una civiltà maggiormente evoluta della nostra, credo che si farebbe delle grasse risate nell’osservare lo sciocchezzaio nel quale è precipitato il cosiddetto Occidente, e gli USA in particolare.
    La standardizzazione delle coscienze procede spedita. Quello spirito critico, che rappresentava l’anima dell’Occidente, è diventato il pericolo pubblico numero uno dei nichilisti – impropriamente autoproclamatisi progressisti.

  2. Visto che è una sapientona …. qualche altro sapientone può spiegarle
    che , essendo ARIANA , appartiene alla NOSTRA RAZZA ????

    In pratica è più simile ad HITLER ed HIMMLER che al Bingobongo
    per cui è stato creato il CASINO !!!!

  3. Che tristezza, altro che multiculturalismo, cosmopolitismo e porcate simili, ognuno a casa sua nel bene e nel male.

  4. Io, per risposta, rispedirei a casa loro tutti gli studenti indiani. Oltre a puzzare ed essere brutti, a non avere basi formative e ad intralciare l’apprendimento, si permettono pure di essere razzisti?

    P.s.
    La teoria indoeuropea di Evola è debole su questo punto. Io tornerei alla civiltà europea e basta. Senza indo nel nome.

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