Roma, 15 feb — In Canada è guerra aperta tra il premier Justin Trudeau e i milioni di cittadini che da due settimane bloccano le strade della capitale Ottawa per protestare contro le restrizioni anti-Covid. Di fronte ai numeri soverchianti della mobilitazione, a Trudeau non è rimasto altro da fare che dichiarare l’emergenza pubblica nazionale: una decisione — la prima del genere dopo mezzo secolo — che darà al governo per trenta giorni «poteri straordinari» con cui verrà autorizzato a sospendere temporaneamente le libertà civili. Vietando raduni e manifestazioni, ad esempio, o limitando gli spostamenti. O ancora, incrementare il raggio di azione delle forze dell’ordine e bloccare i conti correnti dei manifestanti.

Trudeau fiacca la protesta in Canada congelando i conti

Secondo quanto riferisce il Financial Post è proprio su quest’ultimo punto che il governo vuole battere maggiormente il ferro: fiaccare la protesta colpendola al portafogli, ampliando i poteri delle istituzioni finanziarie canadesi al fine di tracciare e controllare i finanziamenti dei manifestanti, congelando i fondi diretti alle proteste e sospendendo le assicurazioni dei camion utilizzati nei blocchi del traffico senza più bisogno dell’ordine del tribunale. «Il governo del Canada sta emettendo un ordine con effetto immediato ai sensi dell’Emergencies Act, con il quale autorizza gli istituti finanziari canadesi a cessare temporaneamente la fornitura di servizi finanziari laddove l’istituto sospetti che un conto venga utilizzato per favorire i blocchi e le occupazioni illegali», ha affermato. 

Mai più crowfunding

I fornitori di servizi di crowdfunding utilizzati per raccogliere fondi per le proteste in Canada, dovranno registrarsi presso il Financial Transactions and Reports Analysis Center (Fintrac), il principale organo di controllo del Paese contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, «e sono tenute a segnalare transazioni sospette e di grandi dimensioni» ha detto Freeland. In pratica, il camionista del Freedom convoy che protesta da due settimane contro la sospensione delle libertà civili verrà trattato economicamente alla stregua di un terrorista.

«I blocchi illegali in Canada hanno portato alla luce il fatto che le piattaforme di crowdfunding e alcuni dei fornitori di servizi di pagamento non sono del tutto monitorate dagli organi di prevenzione del terrorismo e del riciclaggio», ha proseguito, aggiungendo che le modifiche annunciate lunedì «coprono tutte le forme di transazione, comprese le risorse digitali  come le criptovalute». In base alle regole appena entrate in vigore, le banche devono segnalare a Fintrac qualsiasi transazione di importo pari o superiore a 10mila dollari, comprese le transazioni multiple per un totale di 10mila dollari o superiore nell’arco di 24 ore consecutive. Inoltre, tutte le transazioni «sospette» potranno essere segnalate anche se scendono al di sotto della soglia di 10mila dollari. 

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. come al solito…
    troppi imbecilli cedono il controllo dei loro soldi alle banche e allo stato…
    per comodità e stupidità.
    e regolarmente,va a finire che OGNi volta che qualcuno fa qualcosa
    che a banche e stato non piace,
    – COMPRESO ESERCITARE I PROPRI DIRITTI CIVILI,come in questo caso –
    essi possono strozzarli a piacimento bloccando conti e carte con un semplice clik su tastiera.

    per tutti i cerebrolesi in ascolto:

    CHI controlla il controllore?
    NOI,NO davvero:

    e se non possiamo controllarlo,allora determinati poteri NON GLI DEVONO ESSERE CONCESSI….
    MAI.

    perchè c’è una enorme differenza,tra essere davvero CITTADINI…
    ed essere semplicemente degli schiavi che credono di essere liberi.

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