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Roma, 28 mag — Patrisse Cullors, la co-fondatrice di Black Lives Matter nonché «marxista col Rolex» ha annunciato giovedì che si dimetterà da direttrice esecutiva della fondazione del movimento a seguito di quella che lei stessa ha definito «una campagna diffamatoria di un gruppo di estrema destra», e di recenti critiche nei suoi confronti mosse da altri attivisti Blm.

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Alla capa Black lives matter piacevano le ville di lusso 

La Cullors e la moglie Janaya Khan sono finite, nei mesi scorsi, al centro di un grosso scandalo emerso da un’inchiesta del NYPost. Nell’articolo si faceva luce sulla curiosa abitudine delle due di accaparrarsi lussuosissime ville in altrettanto lussuose località — spesso a prevalenza di residenti bianchi. Secondo quanto riferito dal Guardian Patrisse Cullors, che è alla guida della Black Lives Matter global network foundation da quasi sei anni, ha dichiarato che lascerà l’incarico per «concentrarsi su altri progetti», tra cui l’imminente uscita del suo secondo libro e un accordo pluriennale di sviluppo televisivo con la Warner Bros. Quest’ultimo prevede la produzione di contenuti per «voci nere, storicamente emarginate».

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Le dimissioni

La Cullors, 37 anni ha dichiarato che la decisione di dimettersi da Black lives matter maturava da circa un anno. «Ho creato l’infrastruttura e il supporto, l’ossatura e le fondamenta necessarie: ora posso andarmene», ha spiegato l’attivista all’Associated Press liquidando l’inchiesta del Post come «attacchi di destra che hanno cercato di screditare il mio personaggio».

I nuovi dirigenti

Nel frattempo la fondazione Black lives matter ha imbarcato due nuovi dirigenti senior ad interim che andranno a sostituire Cullors. Si tratta di Monifa Bandele, un’attivista Blm di lunga data e fondatrice del Malcolm X Grassroots Movement a New York City; e Makani Themba, uno dei primi sostenitori del movimento Blm e capo dell’organizzazione Higher Ground Change Strategies a Jackson, Mississippi.

Black lives matter ha rivelato all’AP di aver incassato, nel 2020, poco più di 90 milioni di dollari sulla scia emotiva dell’omicidio di George Floyd. La fondazione ha dichiarato di aver chiuso il 2020 con un saldo di oltre 60 milioni di dollari, dopo aver speso quasi un quarto delle sue attività in spese operative, sovvenzioni a organizzazioni guidate da neri e altre donazioni di beneficenza. Alcuni critici della fondazione hanno aspramente stigmatizzato le modalità di utilizzo dei fondi, sostenendo la necessità di donare più denaro alle famiglie delle vittime della brutalità poliziesca. Cullors e la fondazione hanno rispedito le critiche al mittente, affermando di aver finanziato le famiglie delle vittime senza fare annunci pubblici.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. l’ho sempre detto,io…
    movimenti blm,lgbt,nazifem e simili VANNO TUTTI ALLA RICERCA DEL QUATTRINO:
    soffiano sul fuoco degli attriti fomentando separazioni,sofferenze,solitudine e disordine….
    coprendosi con l’etereo manto dei diritti civili,delle supposte discriminazioni e simili
    ma di fatto E’ SOLO UNA SPORCA QUESTIONE DI AVIDITA’,
    spesso portata avanti sulla stessa pelle dei gonzi che credono in loro.

    che vomito…
    che ripulsa,
    CHE IMMENSO,IMMANE SCHIFO CHE MI FANNO.
    ….
    non c’è la faccina che vomita?

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