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Roma, 28 mag – Luigi Di Maio si scusa per aver speculato sull’arresto dell’ex sindaco di Lodi (ora assolto) Simone Uggetti, cinque anni fa – in pieno stile manettaro M5S – dividendo l’opinione pubblica sui social tra chi apprezza il gesto e chi lo trova opportunista. Ma un dato è certo: le scuse – più che dovute – del ministro degli Esteri non cancellano l’infame riforma Bonafede del “fine processo mai. I danni del M5S sul fronte della giustizia, con la riforma della prescrizione, sono assolutamente in linea con il giustizialismo di scuola Di Pietro – e su questo i 5 Stelle sono gli eredi di Italia dei Valori – e le scuse di Di Maio non sono le scuse del M5S (né di Bonafede). E alla prova dei fatti, scuse a parte, non hanno dimostrato di aver cambiato posizione.



Di Maio sull’ex sindaco di Lodi: “Mai più gogna, chiedo scusa”

Luigi Di Maio si scusa in una lettera a Il Foglio sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex sindaco di Lodi Uggetti, nel 2016. “E’ giusto – scrive il ministro degli Esteri – che in questa sede io esprima le mie scuse” invitando quindi ad “aprire una riflessione”. “Ricordo bene quei giorni in cui la notizia dell’arresto portò diversi partiti italiani a chiederne le dimissioni. Nella stessa piazza, e nello stesso weekend – dice ancora Di Maio -, prima il Movimento 5 stelle con la mia presenza e il giorno dopo la Lega di Matteo Salvini, con Calderoli, organizzarono dei sit-in contro il dottor Uggetti fino a spingerlo, un mese dopo l’arresto, alle dimissioni. Con gli occhi di oggi ho guardato con molta attenzione ai fatti di cinque anni fa. L’arresto era senz’altro un fatto grave in sé, che allora portò tutte le forze politiche a dare battaglia contro l’ex sindaco, ma le modalità con cui lo abbiamo fatto, anche alla luce dell’assoluzione di questi giorni, appaiono adesso grottesche e disdicevoli“, continua il ministro.

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Il ministro ammette che il M5S cavalcò la vicenda giudiziaria per fini elettorali

Di Maio ammette che il M5S cavalcò la notizia per fini elettorali: “Il periodo dell’arresto di Uggetti coincise con le campagne elettorali che nel 2016 coinvolsero le città di Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna”. E “anche io – precisa – contribuii ad alzare i toni e a esacerbare il clima”. Poi sottolinea che , “il punto qui” è “l’utilizzo della gogna come strumento di campagna elettorale“. Infine condanna “l’imbarbarimento del dibattito, associato ai temi giudiziari”. Parole che sorprendono perché pronunciate da un grillino. Forse è proprio vero che in ciò che resta del M5S Di Maio non si è arreso all’idea che ora tocca all’ex premier Giuseppe Conte fare il leader. In ogni caso le parole del ministro degli Esteri sono al centro di una polemica che impazza anche sui social.

Renzi plaude alle scuse del grillino: “Meglio tardi che mai”

Se tra i politici in tanti lodano il gesto di Di Maio, come Matteo Renzi di Italia Viva – “Meglio tardi che mai” – e ovviamente l’alleato Pd, sui social in tantissimi giudicano la mossa del grillino dettata dall’opportunismo, visto che sta tramontando l’era manettara dei 5 Stelle (qualcuno svegli Toninelli, che invece non si scusa). Anche perché con l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia come minimo si interverrà sui danni compiuti da Bonafede. La Guardasigilli dovrà porre rimedio all’irragionevole durata del processo penale. E non solo.

Il dato politico è che il M5S è allo sbando

Il dato politico è che il M5S ora è talmente nel caos e allo sbando che non ha una linea politica su niente, figuriamoci se è in grado di rivedere il suo giustizialismo forcaiolo con cui ha cavalcato la cronaca giudiziaria facendo il pieno di voti tra i delusi dalla politica. Oggi poi – e i toni diplomatici della lettera di Di Maio ne sono la prova provata – il M5S è partito di governo, di potere e che soprattutto cerca di salvare il salvabile (e di difendere a tutti i costi la poltrona). Il silenzio del leader in pectore Giuseppe Conte – assorbito dagli inciuci giallofucsia per le amministrative (vedi Napoli) – dimostra che i 5 Stelle sono allo sbando. Infine, le scuse di Di Maio dovrebbero estendersi anche all’operato tutto del M5S. Il partito di maggioranza relativa in Parlamento, che è al governo dal Conte I in poi, alleandosi con tutti tranne che con la Meloni – cosa ha fatto di buono per il Paese?

Adolfo Spezzaferro

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