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Roma, 18 giu – Chi era Rayshard Brooks, l’afroamericano ucciso dalla polizia di Atlanta per aver resistito al proprio arresto durante un’operazione di controllo? I media statunitensi, le autorità e l’establishment sono pronti a spergiurare che Brooks fosse un padre esemplare di tre figli, una persona amorevole, un lavoratore instancabile; e che il suo comportamento durante il fatale controllo delle forze dell’ordine, avvenuto in un parcheggio, fosse «gioviale» e «cooperativo» – queste le parole del procuratore distrettuale di Atlanta Paul Howard.

Ma è veramente così? A far cadere il castello di carte della presunta «santità» di Brooks ci ha pensato ancora una volta la giornalista e attivista conservatrice afroamericana Candace Owens.
La Owens era balzata agli onori della cronaca già settimana scorsa, dopo aver pubblicato un video in cui affermava di non voler considerare George Floyd un martire, elencando tutti i suoi precedenti penali. Ebbene la giornalista ha replicato il gesto, pubblicando su Twitter le condanne di Brooks, che nel corso degli anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, violenze e crudeltà su moglie e figli e sequestro di persona. Nel tweet, la Owens allega gli screenshot del registro criminale di Brooks.

 

Brooks al momento dell’arresto si trovava in libertà vigilata ed era stato «beccato» dagli agenti mentre dormiva, ubriaco, dentro la propria auto. Proprio per questo motivo, sapendo che un arresto per ubriachezza gli sarebbe valso la revoca del regime di libertà, l’uomo si era ribellato violentemente, rubando il taser a uno degli agenti e cercando la fuga. La sua reazione, tutt’altro che pacifica – checché ne dica il procuratore distrettuale di Atlanta – è visibile nel video del fermo:

La Owens ieri aveva così commentato su Twitter «George Floyd: strafatto di fentanyl mentre cercava di incassare un assegno contraffatto dopo 9 condanne. Rayshard Brooks: sorpreso in auto ubriaco mentre era in regime di libertà vigilata per aver picchiato moglie e figli. Perché voi codardi non smettete di fingere che queste persone stavano cercando di cambiare la propria vita? Smettetela di santificare i criminali». Per lei, ovviamente, la solita pletora di insulti razzisti e sessisti da parte dei paladini dell’antirazzismo.

Cristina Gauri

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