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Caso MaròNuova Delhi, 12 mar – Altro giro, altra corsa. Il tribunale speciale di Nuova Delhi, incaricato di far luce sull’incidente che ha visto la morte di due pescatori a bordo della St. Antony e che, secondo le autorità indiane, è da ascrivere ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, decide di non decidere.

L’udienza odierna, già esito di un rinvio avvenuto con modalità da pantomima (il giudice non era nemmeno presente in aula) il 20 febbraio scorso, ha decretato l’ulteriore, farsesco rinvio. Questa volta all’estate, più precisamente al primo luglio. Le motivazioni dell’ennesimo aggiornamento da parte della giustizia indiana sono dovute anzitutto al mancato pronunciamento della Corte Suprema, che ancora deve esprimersi in merito al ricorso, presentato dai legali dei due fucilieri, contro l’utilizzo nelle indagini della Nia, la polizia antiterrorismo. In secondo luogo, la ragione di tale proroga così in là nel tempo va ricercata nel calendario giudiziario, che vede la sospensione delle attività per ferie da metà maggio fino al termine di giugno.

La Corte suprema deve, in sostanza, ancora stabilire se i marò sono imputabili per il fatto, ammesso che sia stato da loro commesso ed in secondo luogo se, nel caso in cui sia accertato il loro coinvolgimento nella vicenda, di valutare se hanno agito secondo le regole d’ingaggio internazionali. A questa seconda fase si giungerà, però, solo dopo la conclusione della prima. Conclusione tutt’altro che scontata, visto che al momento non esiste nemmeno un capo d’accusa pendente sui nostri militari.

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