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Mosca, 21 ago – Restano ancora gravi le condizioni di Alexei Navalny, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Omsk. Il blogger anti-Putin si era sentito male durante un volo Tomsk-Mosca costringendo l’areo a un atterraggio di emergenza per consentire il suo immediato ricovero nel più vicino ospedale.

Nessuna traccia di veleno

Senza attendere nessun riscontro medico, la sua portavoce Kira Yarmysh aveva subito dichiarato che “Alexei è stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo tè. Quella era l’unica cosa che ha bevuto la mattina”. Tuttavia la diagnosi medica in seguito agli accertamenti clinici effettuati sembra smentire questa ipotesi: nessuna traccia di veleno riscontrata in sangue o urine, il malore sarebbe dovuto ad una crisi ipoglicemica causata da un disturbo metabolico. “Al momento abbiamo delle diagnosi operative: la principale verso la quale propendiamo è uno sbilanciamento glicemico. Potrebbe essere stato causato da un repentino calo dei livelli glicemici nel sangue sull’aereo e a sua volta potrebbe aver provocato la perdita di coscienza”, queste le parole del dott. Aleksander Murakhovsky, primario dell’ospedale di Omsk. A smentire la tesi del ‘tè avvelenato’ sembrerebbero esserci anche i video delle telecamere di sicurezza dell’aeroporto di Tomsk: da quanto si evince, sembrerebbe che a servire il servire il tè a Navalny non sia stato un cameriere ma il suo portavoce.

Chi vuole il trasporto in Germania?

L’Ong tedesca ‘Cinema for Peace’ ha subito inviato un’eliambulanza per trasportare Navalny in un ospedale tedesco, ma per il momento tale trasferimento è stato bloccato a causa delle condizioni ancora critiche e instabili nelle quale riversa l’attivista. A richiedere il trasporto è stato Pyotr Verzilov, collaboratore della Ong e co-fondatore del collettivo ‘Pussy Riot’. Fatto curioso è che nel 2018 proprio lo stesso Verzilov abbia denunciato un tentativo di avvelenamento nei suoi confronti, salvo poi emergere dalle analisi mediche che il suo malore fosse dovuto ad un abuso nell’assunzione di psicofarmaci.

Carriera politica tra luci (poche) e ombre (tante)

Ma chi è Alexei Navalny? Si forma politicamente durante i suoi studi all’università di Yale per poi fondare nel 2005 il gruppo politico Democrazia Alternativa grazie ai finanziamenti della Ong americana NED (National Endowment for Democracy), a sua volta finanziata dal Congresso Usa. Nel 2013 viene prima arrestato per appropriazione indebita di mezzo milione di dollari e successivamente riceve una condanna, insieme al fratello Oleg, per frode e appropriazione indebita. Non certo un modello di onestà e patriottismo. Incensato dai progressisti come ‘il salvatore della Russia dal tiranno Putin’, in realtà il blogger sostenuto da Washington non gode di grandi consensi in patria: un sondaggio del 2015 dell’istituto indipendente Levada Center rilevava come soltanto il 49% lo conosceva e di questi appena il 10% provava simpatia per lui.

Cui prodest?

A voler essere un po’ complottisti, verrebbe da chiedersi a chi giova questo incidente, del quale non sappiamo ancora con certezza la causa. Di sicuro non al governo russo, per il quale Navalny non rappresenta un’evidente problema, visto il suo scarso seguito politico, e che al momento ha questioni internazionali ben più importanti di cui occuparsi.

Lorenzo Berti

6 Commenti

  1. Se accade ad un povero disgraziato in strada…, l’ ultima idea è proprio l’ avvelenamento voluto.
    Ecco perché spesso è davvero preferibile ricevere la notizia punto e basta!! Quello che era l’ Ansa prima maniera…

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