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Mosca, 18 apr – Emergono importanti novità sul caso Skripal, l’ex spia sovietica avvelenata in a Salisbury, sobborgo di Londra, insieme alla figlia Yulia. Mosca ha presentato le prove che il composto “novichok”, usato per avvelenare l’ex spia e sua figlia, è stato prodotto e brevettato negli Usa come arma chimica nel 2015. Lo ha dichiarato l’inviato di Mosca presso l’Opac Alexander Shulgin.
“Nel dicembre 2015 l’ufficio brevetti degli Usa si è rivolto all’omonima agenzia russa per verificare la brevettabilità dell’invenzione fatta dal ricercatore statunitense T. Rubin”, ha riferito Shulgin mostrando un documento, almeno questo è quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass.
Sul tipo di veleno usato per avvelenare Skripal, però, ci sono ancora molti dubbi. Nei giorni scorsi, infatti, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov citando esperti svizzeri aveva dichiarato che la sostanza utilizzata a Salisbury per colpire il 4 marzo scorso l’ex spia russa Sergei Skripal e la figlia Yulia non era il Novichok, ma il gas proveniente dal chinoclidinile benzilato, definito comunemente come Bz. Anche quest’ultimo gas, però, è stato sviluppato da diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti.
Lavrov, oltre a ribadire la totale estraneità di Mosca all’avvelenamento, aveva puntato il dito anche contro l’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, che fa parte dell’Onu, accusandola di aver “manomesso i risultati delle indagini” sull’avvelenamento dell’ex spia russa. L’Opac aveva confermato la tesi, avanzata dalla Gran Bretagna, secondo cui l’agente nervino usato contro l’ex spia Sergei Skripal e la figlia Yulia è il Novichok, sviluppato in Russia.
Secondo Lavrov, però, l’Opac avrebbe omesso “informazioni delle conclusioni degli esperti del laboratorio di Spitz”. Nel formulare queste accusa Lavrov ha citato alcuni esperti svizzeri che tuttavia si sono rifiutati di commentare le dichiarazioni del ministro degli esteri russo: “Solo l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche può commentare questa affermazione. Ma siamo in grado di ripetere quello che abbiamo detto dieci giorni fa: non abbiamo dubbi che Porton Down abbia identificato la sostanza A234. Porton Down, come Spitz, ha standard di controllo così rigidi che alle conclusioni si può credere”, si legge su Twitter.
Anna Pedri
 
 
 

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