Roma, 8 nov – Sono centinaia i clandestini che stanno cercando di entrare in Polonia. Si sono spinti al confine con la Bielorussia e le foto – diffuse dalla stampa locale – immortalano l’allarmante situazione. Si tratta di persone a cui il governo di Minsk ha consentito deliberatamente di recarsi in massa alla frontiere. Una sorta di grimaldello utilizzato da Lukashenko per replicare alle sanzioni impostegli dall’Unione europea. A farne le spese è però la Polonia, lasciata di fatto sola a proteggere i propri confini.



“Pronti a difendere la frontiera”

Cosa che il governo di Varsavia intende comunque fare senza indugio, come spiegato senza mezzi termini: “Siamo pronti a difendere la frontiera“, scrive su Twitter il ministro della Difesa polacco, Mariausz Blaszczak, specificando che nella zona sono stati dispiegati 12mila soldati. Fonti del ministero dell’Interno di Varsavia fanno intanto sapere che un lungo cordone delle forze dell’ordine e dei militari polacchi ha già respinto un cospicuo numero di immigrati che ha tentato di attraversare illegalmente il confine per entrare in Polonia a Kuznica Bialostocka. A breve dovrebbe inoltre iniziare un’apposita seduta dell’unità di crisi convocata dal ministro Pawel Soloch.

Polonia, il premier: “Il confine è sacro, non è solo una linea sulla mappa”

Il confine della Polonia non è solo una linea su una mappa, bensì è sacro”, scrive su Facebook il premier polacco Mateusz Morawiecki. Proprio per difendere questo confine “generazioni di polacchi hanno versato il loro sangue”. E ancora: “Di fronte alla minaccia la difesa del confine dovrebbe essere qualcosa di assolutamente ovvio ed essere fondata sul consenso di tutte le forze politiche”. Le intenzioni della Polonia potrebbero essere sintetizzate con un celebre motto alpino: “Di qui non si passa”.

Le reazioni europee

Dure le accuse della Germania nei confronti del governo bielorusso. “Il regime di Minsk si comporta come un trafficante di migranti, e l’Europa prenderà posizione insieme”, dichiara il portavoce dell’esecutivo tedesco, Steffen Seibert. Quest’ultimo ha definito “attacchi ibridi” quelli condotti dalla Bielorussia.

Mentre un portavoce della Commissione europea attacca a sua volta il presidente bielorusso. “Questa è la prosecuzione del tentativo disperato del regime di Lukashenko di sfruttare le persone per destabilizzare l’Ue e i valori che sosteniamo“. Anche perché l’Unione europea ha “ripetutamente e fermamente rigettato tentativi di strumentalizzare” gli immigrati “per motivi politici”. Lo stesso portavoce Ue precisa poi che “nelle ultime settimane Varsavia ha riferito di 3.000 attraversamenti illegali ogni settimana”.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Ma, domanda ovvia, come fanno e da dove passano gli immigrati -originari di ?-, presenti in Bielrussia ? Vengono paracadutati ? Altrimenti, non salta fuori la verità ! O son tutti russi bianchi (biel) ? Qualcosa non quadra…

  2. Tutti i confini sono sacri; sennò che ci stanno a fà ? Beati voi che li potete difendere; se noi Italiani proviamo a difendere i nostri, come minimo ci arrestano e ci mandano sotto processo sempreché il ministero
    non dia ordine di spararci addosso.

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