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tulsiWashington, 23 nov – E’ avvenuto lunedì l’incontro – che ha fatto scalpore tra i media americani – tra il neo-presidente Trump e la democratica di religione Indù e deputato delle Hawaii al Congresso Tulsi Gabbard.

Gabbard è stata durante le primarie democratiche una sostenitrice del candidato sconfitto Bernie Sanders, e ha discusso con Trump in particolare di Siria, terrorismo, e sicurezza nazionale. Perché questo incontro è importante? Perché la parlamentare Hawaiana ha una posizione molto netta sulla politica USA in Medio Oriente e in particolare sulla questione siriana. 35 anni, veterana dell’esercito americano e impegnata in due missioni in Iraq, è molto critica nei confronti della gestione imposta da Obama all’intervento in Siria. La Gabbard, innanzitutto, ha preso una posizione netta contro l’ipotesi dell’imposizione una fly zone in Siria – cavallo di battaglia di Hillary Clinton in campagna elettorale – la cui implementazione sarebbe “disastrosa per il popolo siriano, per il nostro, e il mondo intero. Potrebbe portare a ulteriori morti e sofferenza esacerbando la crisi, e portarci a un conflitto diretto con la Russia che potrebbe condurre a una guerra nucleare”. Inoltre, ha proseguito la veterana, con Trump “si è discusso dell’opportunità di interrompere la guerra illegale statunitense volta a rovesciare il governo siriano, e concentrarsi invece nello sconfiggere Al Qaeda, Isis, e gli altri gruppi terroristici che costituiscono una minaccia per il governo americano”.

Proprio su Al Qaeda, ovvero sui cosiddetti ribelli di Al Nusra protagonisti in particolare nel fronte di Aleppo, già l’anno scorso Tulsi Gabbard aveva scritto in modo chiaro su Twitter “E’ già abbastanza negativo che non bombardiamo direttamente noi i terroristi di Al Qaeda/Al Nusra, ma è addirittura sconvolgente che protestiamo contro la Russia che lo fa”.

Si tratta di posizioni particolarmente apprezzate da Steve Bannon, capo esecutivo della campagna elettorale di Trump e suo principale consigliere e, a quanto pare, da Trump stesso, che starebbe valutando per lei una posizione nel suo gabinetto collegata alla politica estera. In particolare, l’ipotesi più accreditata al momento sarebbe la nomina a ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, pur non essendo del tutto escluse in alternativa la nomina a Segretario di Stato (per la quale però sembra scalpitare Mitt Romney, e potrebbe essere in questo senso necessaria una concessione all’establishment repubblicano) e quella a Segretario della Difesa.

“Se avessi considerato solo ragioni di interesse politico – ha chiosato la deputata democratica al termine dell’incontro – avrei forse dovuto declinare questo invito. Ma mai e poi mai metterò i giochi politici davanti agli interessi e alle vite del popolo americano e di quello siriano”.

Cristiano Coccanari

2 Commenti

  1. Trump sta spiazzando tutti.

    Capita quando si ha una visione operativa delle cose,probabilmente effetto diretto di chi si è creato nel mondo concreto del lavoro e non in quello teorico della politica,in ispecie quelle de sinistra:

    da ricordare a questo proposito un commento di PRODI sull’introduzione dell’euro:

    ” TSFH TSFH TSFH con l’euro guadagnereeemo come lavorando un giorno in più….TSFH TSFH TSFH però lavorando un giorno di meeeeeno…TSFH TSFH TSFH “

  2. Su FB ho letto che qualcuno l’ha definita “bellezza indoeuropea”, è mezza samoana (e si vede pure). Gran bel pezzo di donna, da buona militare ha capito da che parte stare e la cosa incredibile è che era delfina di Obama, quando l’hanno eletta ero alle hawaii e ha stravinto grazie a lui. Mi fa ancora più piacere che sbugiardi la politica americana in Siria

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