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Roma, 4 gen – Una “santa alleanza” che unisca chiese e organizzazioni cristiane di tutto il mondo per difendere i fedeli in Africa, sottoposti a gravi persecuzioni in molti paesi. Questa la proposta del metropolita (titolo ecclesiastico di alto rango, superiore a quello dell’arcivescovo nel mondo ortodosso slavo) Hilarion, presidente del “Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne” del Patriarcato di Mosca. Nel corso della conferenza internazionale sulla situazione dei cristiani in Africa tenutasi il 22 dicembre, Hilarion ha lanciato l’appello: “A nome della Chiesa ortodossa russa, vorrei invitare tutte le forze interessate, in primo luogo Chiese cristiane e organizzazioni, di unirsi in un’alleanza per difendere i cristiani perseguitati in Africa”.



Africa, i cristiani perseguitati

“L’epicentro delle persecuzioni verso i cristiani si è spostato in Africa – spiega il metropolita – dove un numero sempre maggiore di nostri fratelli e sorelle vengono vessati e uccisi per la loro fede praticamente ogni giorno”. La situazione più difficile si verifica in Nigeria dove “i terroristi stanno distruggendo interi villaggi cristiani e perseguitando i loro abitanti per motivi religiosi”. Si stima che negli ultimi venti anni siano stati uccisi oltre 100mila cristiani, la maggior parte dei quali dal gruppo terroristico islamico Boko Haram, affiliato all’Isis.

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Gli obiettivi della Chiesa ortodossa russa

“L’obiettivo principale di questa conferenza – ha spiegato l’esponente della Chiesa ortodossa russa – è quello di consolidare gli sforzi delle chiese e delle organizzazioni internazionali che sostengono i cristiani africani. Dobbiamo scambiarci regolarmente informazioni su quanto sta accadendo e, soprattutto, creare le condizioni per far sentire la voce dei cristiani sofferenti in Africa. Allo stesso tempo, dobbiamo pensare a come unire i nostri sforzi nell’attuazione di iniziative umanitarie congiunte nel continente africano”. All’appello hanno risposto numerose organizzazioni cristiane, ciascuna delle quali ha raccontato le proprie esperienze e formulato delle proposte.

Un esempio dal Medio Oriente

Durante la conferenza è stata espressa soddisfazione per il progressivo miglioramento della situazione in Siria, dove secondo Hilarion “sta tornando un certo grado di normalità nella vita dei cristiani, con il ripristino di infrastrutture, scuole, chiese e monasteri”. Fondamentale in tal senso, oltre ovviamente all’impegno del Presidente siriano Bashar al-Assad nel combattere l’Isis e garantire la libertà di culto, anche la collaborazione tra Patriarcato di Mosca e Vaticano. Chissà che la stessa formula non possa essere replicata con successo anche nello scenario africano.

Lorenzo Berti

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3 Commenti

  1. Sbaglierò, ma, per quanto mi concerne, stanno facendo lo stesso errore (illusione) dei cattolici, qualche decennio fa. Pensano all’ Africa mentre Mosca, Costantinopoli bruciano… Ritirare molte posizioni e cominciare a pensare a chiesa e casa propria! Altrimenti, quando torni non trovi più la tua Doma e quindi nemmeno tè stesso.

  2. Pensiamo prima a casa nostra, i cristiani ed nostri luoghi di culto sono i più attaccati e vilipesi. Soprattutto nella laicista Francia, senza pensare agli attacchi iconoclasti da parte di musulmani e cristianofobi di ogni estrazione.
    Ma se tocchi Maometto o Buddha o Pachamama allora si che sono cazzi.
    La Croce nel piscio ok cesso con la bandiera turca morte .

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