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Roma, 4 gen – Matteo Renzi non teme le elezioni, d’altronde “tutti sanno che non ci saranno”. E’ quanto affermato, senza mezzi termini, dal leader di Italia Viva in un’intervista al Corriere della Sera. In ogni caso “io non ho paura di niente, meno che mai della democrazia”, come i senatori di Italia Viva che “sono persone serie. Che sanno fare politica. E che non hanno paura delle elezioni”. E questo “per due motivi”, dice Renzi. “Uno, perché le elezioni non fanno paura a chi è abituato a misurarsi con il consenso come i nostri colleghi che vengono da una bella gavetta: più della metà di loro ha fatto il sindaco o l’amministratore locale, ha preso voti con le preferenze, non è alla prima esperienza”, dice ancora Renzi.

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Renzi non vuole le elezioni

Ma “il secondo motivo è ancora più chiaro: tutti sanno che non ci saranno elezioni. Dobbiamo aprire le scuole, non i seggi. Dobbiamo aumentare il numero dei vaccinati, non dei candidati. Dobbiamo scrivere il Recovery plan, non i libri dei sogni elettorali. Le elezioni fanno paura a chi verrebbe politicamente decimato come i trecento parlamentari del M5s, non ai diciotto senatori di Italia viva”, tuona l’ex premier. Tuoni e fulmini, ma l’incendiario Renzi sa bene che il voto potrebbe condannarlo all’irrilevanza. I sondaggi, a prescindere dal relativo grado di inattendibilità che li contraddistingue, parlano chiaro. Alla prova elettorale il suo partito rischia infatti di scomparire e l’ex primo ministro a quel punto non potrebbe contare più sulla pattuglia di parlamentari di cui dispone adesso. E’ altrettanto evidente che nessuna forza governativa vede di buon occhio le elezioni, temendo una sonora sconfitta.

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Il rimpasto del gattopardo

Di conseguenza tutto cambierà per rimanere com’è? Il gattopardismo sembra dominare nell’esecutivo, con la parziale eccezione renziana. Parziale perché, evitando accuratamente il voto, Italia Viva punta al rimpastone. Le ipotesi si sprecano, dal Conte ter (sgradito però a Renzi) a Franceschini primo ministro, passando per il solito spauracchio: il governo tecnico. “Non so che formula prevarrà. So che questo è il tempo di mettere al centro l’interesse dell’Italia e degli italiani contro gli egoismi di parte”, dice Renzi. Però è “falso”, assicura l’ex premier, che Italia Viva stia battagliando per garantirsi qualche poltrona in più. Anzi “siamo gli unici a dimetterci, altro che storie”.

Eppure ancora, in realtà, non si è dimesso nessuno. Non vi è neppure la certezza delle annunciate dimissioni dei ministri renziani. “Stanno al governo perché hanno delle idee, non per vanagloria. Se queste idee non piacciono, noi non siamo come gli altri: le poltrone le lasciamo”, dice Renzi. Quindi alla fine tutto potrebbe, giustappunto, non cambiare.

Eugenio Palazzini

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