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Cina
La nave oceanografica USNS “Bowditch”
(foto US Navy)

Mar Cinese Meridionale, 17 dic – L’incidente è occorso giovedì 15 quando un veicolo subacqueo senza equipaggio, l’equivalente marino di un drone aeronautico o UUV (Unmanned Underwater Vehicle) è stato catturato dall’equipaggio di una nave da ricerca e soccorso cinese tipo Dalang III nel Mar Cinese Meridionale, al largo delle Filippine.

Il drone, utilizzato dalla nave oceanografica USNS “Bowditch” per misurare la temperatura e salinità delle acque, stava conducendo una campagna di rilevamento facente parte di un programma declassificato di mappatura dei canali subacquei nelle contese acque del Mar Cinese Meridionale sotto la protezione delle leggi internazionali, secondo quanto riferisce il portavoce del Pentagono Cap. Jeff Davis. La cattura è avvenuta in acque internazionali esattamente a 50 miglia a nord ovest di Subic Bay, già base navale americana nelle Filippine: “La nave cinese ASR-510 si è avvicinata entro le 500 yards dal Bowditch, ha inviato una piccola imbarcazione e ha catturato lo UUV”, ha detto il Pentagono in una dichiarazione, sottolineando come gli inviti del Bowditch a riconsegnare il drone, su cui campeggiava la scritta “Non rimuovere dall’acqua”, sono stati sistematicamente ignorati dall’equipaggio della nave cinese. Gli Stati Uniti hanno così fatto formale richiesta di riconsegna del drone-sonda al governo cinese.

Il punto dove è avvenuto l'incidente (Foto BBC)
Il punto dove è avvenuto l’incidente
(Foto BBC)

L’azione cinese non è casuale: rappresenta la risposta di Pechino alle dichiarazioni del neo eletto Presidente Trump in merito alla ricusazione della politica americana di Obama chiamata “One China” che è sempre stata il fondamento tra i due Paesi. La Cina infatti, dopo le dichiarazioni di Trump, ha immediatamente svolto esercitazioni a fuoco nello stretto di Taiwan e l’incidente di giovedì nel Mar Cinese Meridionale è un ulteriore avvertimento di Pechino a Washington di tenersi lontani da quel tratto di mare che la Cina considera unilateralmente come appartenente alle proprie acque territoriali. La questione del Mar Cinese Meridionale sembra infatti acuirsi dopo che immagini satellitari hanno dimostrato la militarizzazione delle isole Spratly, ora occupate da Pechino, nonostante il governo cinese abbia più volte garantito la loro volontà di non dislocare truppe e armamenti nell’arcipelago, in parte costruito artificialmente. Si tratterebbe di armamento antiaereo a testimonianza della volontà cinese di alzare il livello della tensione su quel tratto di mare più volte sorvolato da aerei americani a rivendicazione del diritto internazionale al transito di velivoli o natanti. Sembra che la storia si sia rimessa in cammino spostando questa volta lo Schwerpunkt dall’Europa all’Estremo Oriente.

Paolo Mauri

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