Roma, 25 feb – La Cina “si oppone a qualsiasi sanzione illegale che leda i diritti e gli interessi legittimi della Russia”. Così il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, secondo cui “gli Stati Uniti hanno imposto più di 100 sanzioni alla Russia dal 2011”. Ebbene – fa presente Wang -, nel tempo tali sanzioni sono risultati strumenti “non fondamentali ed efficaci per risolvere i problemi“.

La Cina “si oppone alle sanzioni illegali contro la Russia”

“Qual è il risultato delle sanzioni? Credo che tutti lo conoscano”, fa presente Wang. Aggiungendo che le misure punitive e restrittive “porteranno solo gravi difficoltà all’economia e al sostentamento delle persone”. Per questo motivo, Pechino “spera che le parti interessate ci riflettano seriamente e cerchino di risolvere il problema attraverso il dialogo e le consultazioni”. La Cina, ricorda inoltre Wang nel briefing quotidiano, “ritiene che l’integrità sovrana e territoriale di tutti i Paesi debba essere rispettata e che la Carta dell’Onu debba essere sostenuta”. In tal senso, il portavoce ha sollecitato l’adozione in Europa “di un meccanismo di sicurezza equilibrato, efficace e sostenibile”.

Pechino: “Nella situazione attuale la porta per una soluzione politica non è del tutto chiusa”

Pechino ribadisce che ci siano ancora i margini per una via d’uscita diplomatica alla crisi tra Ucraina e Russia. “Nella situazione attuale la porta per una soluzione politica non è del tutto chiusa”, afferma Wang. Pechino “si sforzerà di spingere per una soluzione politica della questione Ucraina”. Poi Wang replica anche agli Stati Uniti, che spingono affinché la Cina scelga da che parte stare (cosa peraltro già evidente). “C’è un chiaro contrasto tra l’approccio cinese e le mosse di altri Paesi di creare e cercare di trarre vantaggio“, conclude il portavoce. Circa le sanzioni poi, appare evidente che se la Russia – sempre più in affari con la Cina – le ha già messe da conto, è l’Europa (e l’Italia più di tutti) che ne pagherà il prezzo più alto.

Sulla guerra in Ucraina va detto infine che tra gli analisti c’è chi sostiene che ormai tra Mosca e Pechino ci sia una “quasi alleanza“. E che la Cina potrebbe fare con Taiwan quanto fatto dalla Russia in Ucraina.

Ludovica Colli

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