Roma, 16 mag – Nonostante il costo elevato in termini sia economici e sociali, le politiche “zero Covid”, portate avanti dal governo di Pechino, sembrano sempre di più un fallimento. Da fine marzo la Cina sta facendo i conti con una nuova ondata di contagi, che ha portato a lockdown prolungati e particolarmente rigidi, soprattutto nella città di Shangai. Una situazione che aveva anche fatto sì che le autorità cinesi rinviassero i Giochi asiatici 2022.

I dati della crisi economica

Le forti misure restrittive stanno mettendo a dura prova l’economia cinese. Nel mese di aprile si è registrato un tasso di disoccupazione pari al 6,1%. Un dato che ricorda da vicino il record storico del 6,2%, toccato in piena pandemia nel febbraio 2020. Come se ciò non bastasse, per il secondo mese consecutivo si rileva anche una dato negativo delle vendite. Le vendite al dettaglio sono crollate dell’11,1% su base annua, una calo di quasi il doppio rispetto alle precedenti previsioni. Mentre la produzione industriale è scesa del 2,9%.

La crisi economica cinese rischia di incidere sull’andamento del commercio globale. La Cina è infatti una delle aree più produttive del mondo, con il porto di Shangai che costituisce lo snodo centrale del trasporto marittimo delle merci e rappresenta quindi lo sbocco verso l’estero della produzione cinese.

Cambio al vertice?

La durezza con la quale il governo cinese ha reagito alla nuova ondata pandemica non ha pagato. Anzi, il lockdown di Shangai ha presentato più di un problema organizzativo, con una gestione spesso caotica della situazione, con centri di isolamento per positivi sovraffollati, o persone isolate a casa che faticavano addirittura a procurarsi cibo e beni essenziali.

Inevitabilmente tutto questo ha creato più di un malumore. La stessa leadership di Xi Jiping potrebbe divenire traballante. Nelle ultime ore stanno circolando voci di una malattia del segretario generale del Partito Comunista Cinese dovuta ad un aneurisma cerebrale. A prescindere della loro fondatezza o meno, queste voci sembrerebbero far intravedere la possibilità di un cambio al vertice, gettano più di un’ombra sulla tenuta di Jiping.

Michele Iozzino

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