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La Cina vara la sua seconda portaerei, e presto ne arriveranno altre – VIDEO

by Paolo Mauri
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Pechino, 12 mag – Lo scorso 25 aprile, nei cantieri navali di Dailan nella provincia di Liaoning nel nord della Cina, è stata varata la seconda portaerei cinese (la prima costruita interamente in patria): la CV-17 “Shandong” vascello capoclasse del nuovo tipo 001A. L’unità segue la “Lianoning” (CV-16), la prima portaerei cinese in assoluto che deriva dalla ex russa (poi Ucraina) “Varyag” della classe Kuznetsov. La “Lianoning” ha infatti avuto una lunga e travagliata storia: acquistata dalla Cina nel 1998 è stata ricostruita e commissionata nel 2012 dotando così Pechino della prima portaerei degna di tal nome della sua storia.

La “Shandong”, impostata nel 2013, riprende le linee generali dell’unità precedente con alcune piccole variazioni del ponte di volo, ma le dimensioni complessive ad una prima analisi delle immagini sembrano all’incirca le stesse: 305 metri di lunghezza fuori tutto con un ponte angolato di circa 200. A causa del pesante velo di segretezza imposto su questa nuova unità le notizie sono ancora frammentarie tanto che il dislocamento è ipotizzato compreso tra le 50 mila e le 70 mila tonnellate standard. La nuova unità pare abbia l’isola leggermente sottodimensionata per ottimizzare lo spazio di parcheggio per gli aviogetti sul ponte di volo oltre ad avere lo sky jump a prua leggermente modificato, inoltre sembra che sia stata dotata di un nuovo radar operante in banda S del tipo 346 AESA (assimilabile al sistema AEGIS americano).

Alla cerimonia, come riferisce il sito web ufficiale dell’Esercito di Liberazione Popolare Cinese, hanno partecipato il Gen. Fan Changlong, un membro del Bureau del Partito Comunista Cinese del Comitato Centrale e vice presidente della Commissione Militare Centrale, il Vice Amm. Shen Jinlong, per la Marina Cinese (PLAN) e il commissario politico Amm. Miao Hua oltre al presidente dei cantieri navali Hu Wenming. La “Shandong” è ora ai lavori di completamento presso il vicino bacino di carenaggio dove vi rimarrà sino alla consegna, che si prevede sarà nel 2019, ed avrà in dotazione i nuovi caccia Shenyang J-15 “Flying Shark”, copia costruita senza licenza dei Sukhoi Su-33 russi. La Cina contemporaneamente ha impostato una unità gemella e prevede di costruirne altre due più grandi, le Tipo 004, con un dislocamento stimato di 80 mila tonnellate, propulsione nucleare, e soprattutto sistema di lancio con catapulta a vapore e elettromagnetica, come testimoniato da numerosi test effettuati a terra nella base di Huangdicun (provincia di Liaoning).

Pechino così disporrà entro il 2030 di 5 portaerei operative, due di grandi dimensioni capaci quindi di operare in profondità in mare aperto avendo la possibilità di imbarcare aerei AEW dando così in meno di 15 anni una capacità di proiezione di forza che sarà seconda solo a quella americana anche considerando le varie unità tipo LPD/LHD già in servizio, commissionate o impostate. Proiezione di forza degna di una superpotenza moderna e che manca ancora, e forse mancherà ancora a lungo, alla Russia, che al momento, oltre a disporre solo della Kuznetsov (attualmente è in cantiere e vi rimarrà per almeno un anno), è in ritardo col programma di formazione della sua aviazione imbarcata, al contrario della Cina, anche se l’impiego nel Mediterraneo Orientale in supporto alla Siria è stato un test efficace per capire soprattutto i limiti di una tale forza, del tutto di nuova concezione per la Russia.

Paolo Mauri

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