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Pechino, 30 ott – Una neonata è stata venduta su internet a una coppia che viveva a 1.200 chilometri di distanza dai suoi veri genitori. A condurre l’affare il padre della piccola. L’uomo, diventato padre per la seconda volta, avrebbe desiderato avere un figlio maschio, ma quando ha scoperto che era nata una bambina, ha pensato di venderla online, alla cifra di cinquemila euro. I fatti sono avvenuti in Cina, nella provincia dello Zhejiang.
L’uomo è stato arrestato, e ora rischia la pena di morte o l’ergastolo. Arrestata anche la coppia che ha comprato la bambina. La polizia è riuscita a rintracciarlo dopo che la nonna paterna ha scoperto le intenzioni del figlio e lo ha denunciato. “Ho visto mia nipote solo un paio di volte dopo il parto e solo in ospedale. Quando l’hanno portata a casa non mi è stato più possibile vederla, mio ​​figlio non mi ha nemmeno permesso di entrare in casa” ha riferito la nonna, che insospettita ha lanciato l’allarme.
Il timore degli inquirenti era quello di essere di fronte a un traffico di bambini, dato che non sarebbe la prima volta che nelle province cinesi si scoprono problematiche di questo genere. Ogni anno, infatti, in Cina circa 20mila bambini vengono rapiti, 400 alla settimana. Anche se i numeri, non essendo ufficiali, potrebbero essere dieci volte tanto. Nel Paese degli occhi a mandorla si è sviluppato un vero e proprio mercato illegale, dove i bambini vengono venduti online. Di solito i bambini che vengono rapiti in Cina vanno ad alimentare quel mercato illegale fatto di sfruttamento, di lavoro minorile, di adozioni non autorizzate, fino alla tragica piaga del traffico di organi.
In realtà, dopo che l’uomo è stato arrestato ha confessato di aver venduto la figlia di soli dieci giorni perché disoccupato, e per questo disperato. La neonata è potuta tornare, sana e salva, tra le braccia della sua vera mamma, che era convinta che la sua bambina fosse morta in un incidente stradale. Almeno questo era quello che il marito le aveva fatto credere.
Anna Pedri
 
 

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