Bogotà, 29 ago – L’ala dissidente delle Farc riprende in mano le armi: la formazione è guidata dal numero due della dell’organizzazione di guerriglia colombiana, Ivàn Marquez. Lo ha annunciato egli stesso con un video reso pubblico oggi.

“Lotta diritto di tutti i popoli”

Márquez è l’ex vicesegretario delle Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia – Ejercito Popular. Da un anno vive rifugiato in una località sconosciuta. Màrquez non ha mai condiviso l’idea di deporre le armi, e lo ha sempre considerato un errore. In un video messaggio di 32 minuti, Marquéz annuncia il ritorno alla lotta armata “come diritto universale che garantisce a tutti i popoli del mondo di sollevarsi in armi contro l’oppressione“.

“Mai stati sconfitti ideologicamente”


Il guerrigliero nel video indossa una divisa militare e appare circondato da una ventina di uomini, tutti armati di fucili automatici. Màrquez è affiancato, nel suo discorso, da Seuxis Puacias Hernández, alias Jesús Santrich, il “guerrigliero cieco”. Satrich fu un personaggio focale nella gestione delle trattative del novembre 2016. E’ anche lui ricercato dalla giustizia colombiana. La Dea, l’agenzia governativa americana per la lotta al traffico di droga, lo aveva ritenuto responsabile di questo crimine e lo aveva reso destinatario di un ordine di estradizione. Nel video è visibile anche Hernán Darío Velásquez, noto come el Paisa. Lui e Satrich hanno fatto perdere le proprie tracce dopo essersi sottratti al giudizio del Tribunale Speciale per la pace. “Non siamo mai stati sconfitti e vinti ideologicamente” dichiara Màrquez. “Per questo la lotta continua. La storia registrerà nelle sue pagine perché fummo costretti a riprendere le armi“.

No ai sequestri, si a dialogo coi contadini

Màrquez è chiaro, nel video, su quali saranno gli obiettivi dei guerriglieri. No a sequestri, agli attacchi ai soldati e poliziotti. Si alla difesa armata in caso di aggressioni. Màrquez cercherà il dialogo con gli imprenditori, gli agricoltori e i contadini “per cercare in questo modo un contributo al progresso delle comunità rurali e urbane”.

Il lungo processo di pace

Nel Senato e alla Camera colombiani dieci posti sono stati riservati per diritto agli ex guerriglieri ma questo non ha fermato il malcontento. Ai guerriglieri delle Farc non sono mai andati giù gli scandali sui cosiddetti “falsi positivi”, ovvero civili innocenti uccisi dall’esercito regolare colombiano e fatti passare per guerriglieri al fine di  ottenere encomi e salti di carriera. In meno di due anni oltre 500 leader delle Farc e 150 ex guerriglieri sono stati uccisi da parte degli squadroni paramilitari ancora attivi in Colombia nonostante la conclusione del processo di pace.

Ilaria Paoletti

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