Il Primato Nazionale mensile in edicola

yemen6Sana’a’, 21 gen – Le milizie “ Ansarullah” (Partigiani di Dio), ala militare degli Houthi, sono in queste ore all’assalto finale di quel che resta del governo yemenita e hanno preso il controllo della capitale Sana’a. L’escalation, iniziata a dicembre, sembra essere giunta nell’ultima fase con i combattimenti di ieri, quando le milizie hanno preso il controllo della televisione di stato yemenita e di “Saba”, l’agenziale ufficiale di stampa. Presi anche gli ultimi accasermamenti della Guardia Repubblicana e assediato il palazzo del governo con il Primo ministro Khaled Bahah, asserragliato nell’edificio, che cerca di raggiungere un cessate il fuoco.

Le milizie Houthi avevano già preso il controllo di molti quartieri della capitale nel settembre 2014 come fase finale dell’offensiva che aveva già garantito loro la conquista di gran parte del nord Yemen e della costa sul Mar Rosso.

Gli Houthi costituiscono la più grande minoranza religiosa, circa il 30%, dello Yemen, e appartengono al ramo sciita dell’Islam, per esattezza a quello sciita zaidita, che tuttavia presenta notevoli differenze con quello duodecimano praticato in Iran.

Sono in ribellione contro il governo centrale dal 2004, quando l’allora presidente Ali Abdullah Saleh, dimessosi nel 2012 sull’onda della rivolta popolare, marginalizzò gli zaiditi sia dal punto di vista politico che religioso, assecondando i diktat della casa reale saudita, sunnita wahabita, e portando il paese nell’orbita statunitense. Proprio in quegli anni iniziò una guerriglia ad intermittenza tra gli Houthi e il governo, supportato direttamente dalle truppe saudite che più di una volta sono intervenute direttamente nel conflitto con bombardamenti aerei e d’artiglieria, con l’utilizzo del fosforo bianco, arma bandita dalle convenzioni internazionali, che provocarono migliaia di morti nei villaggi houthi.Saudi-Arabia

Contemporaneamente i villaggi zaiditi divennero bersaglio degli attacchi di Al Qaeda nella Penisola Araba (AQAP) addestrata e finanziata dall’intelligence saudita in funzione anti-houthi e come forte strumento di pressione sul governo centrale yemenita.

Proprio nei campi militari dei qaedisti in Yemen, di cui ha tra l’altro rivendicato l’appartenenza, si è addestrato Cherif Kouachi, uno degli attentatori al giornale parigino di Charlie Hebdo.

Giovanni Feola

Commenta