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Roma, 9 giu – Non si può parlare di una vera e propria svolta nelle indagini, ma è comunque un segnale del lavoro svolto per far luce sull’omicidio in Congo dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Un funzionario del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite è infatti il primo indagato dalla Procura di Roma. Si tratta di un cittadino congolese, responsabile della sicurezza della spedizione diplomatica in cui trovarono la morte i due italiani il 22 febbraio. L’uomo è accusato di omesse cautele. Di fatto quindi, secondo la Procura di Roma, il funzionario Onu non avrebbe garantito la sicurezza del convoglio.

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Congo, primo indagato ma è ancora mistero sugli assassini di Attanasio

Gli accertamenti sul caso sono coordinati dal procuratore Michele Prestipino e dal sostituto Sergio Colaiocco e la formalizzazione dell’accusa è avvenuta in seguito all’audizione del funzionario congolese. E’ un atto sicuramente importante, ma che non fa luce sul secondo filone dell’indagine, che resta al momento senza indagati. Ovvero non sono ancora state individuate persone legate direttamente al tentativo di sequestro di persona con finalità di terrorismo e dunque all’omicidio dei due italiani. Sembra però che gli inquirenti siano riusciti a ricostruire nella sua interezza la dinamica del conflitto a fuoco.

Attanasio e Iacovacci, sarebbero stati colpiti e uccisi dopo essere stati presi momentaneamente in ostaggio in una zona del parco Virunga. A circa un chilometro di distanza dalla strada in cui è stato attaccato il convoglio, i due italiani sono stati costretti a risalire una montagna. A quel punto c’è stato l’intervento dei Ranger guardia parco ed è iniziata una sparatoria. Nel corso del conflitto a fuoco, Iacovacci ha tentato di allontanare Attanasio dalla linea del fuoco. Gli assalitori però – quattro di loro con Kalashnikov e due con machete – avrebbero colpito e ammazzato l’ambasciatore e il carabiniere.

Eugenio Palazzini

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