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“Un gigante”, “Il migliore di tutti”, “Un vero signore”: all’indomani del ritorno di Giuseppe Conte in tv sui social è uno sperticarsi in complimenti per l’ex premier. La mia nuova scanzonata e strafottente rubrica – visto il nome che porta – non poteva non essere inaugurata con questa storia della gente che inneggia a Conte. Fatto curioso, che non passa inosservato, perché cartina al tornasole del sentiment – come si dice oggi con odiosa parola non italiana (la uso di proposito) – per l’uomo che tutti (semmai) ricorderanno per le dirette Facebook in pieno lockdown, in cui snocciolava consigli paternalistici mentre teneva chiuso in casa un intero Paese. Il tutto, ricordiamolo, dopo aver gestito in modo fallimentare se non criminale l’esplosione dell’epidemia di Covid-19.

Sangue di Enea Ritter

L’internet pullula di grillini?

Il primo dubbio che mi assale nel leggere la sequela di belle parole spese per colui che con impunita nonchalance è passato da un governo con la Lega a quello con Pd e LeU, infliggendoci pure Speranza (inspiegabilmente ancora al suo posto, peraltro), è che l’internet – come si suol dire – pulluli di 5 Stelle. L’alternativa è che i fan di Conte non siano solo grillini (o bimbe di Conte o bimbiminkia di Conte). E questa ipotesi è molto più preoccupante, ad esser sinceri. Prepotentemente in testa alle tendenze social mattutine, oggi l’hashtag Conte ci ha ricordato che l’avvocato della pochette a quattro punte non solo è ancora in giro ma che contro di lui per assurdo non è scattata alcuna plebiscitaria damnatio memoriae.

Black Brain

Conte da Floris in un tripudio apologetico di se stesso

Complice, si sa, la tv schierata. E infatti Conte ieri è andato a Dimartedì sulla 7 da un Floris in modalità ultra Fabio Fazio: si è fatto le domande da solo, si è risposto, interrotto soltanto dai salamelecchi del presentatore – “Presidente”, “Presidente”, ripeteva (alla faccia di Draghi). Sornione e suadente quanto un venditore di Tecnocasa, l’ex premier ha detto tutto quello che gli pareva, che gli passasse per la testa, in un tripudio apologetico di sé stesso. E’ il nuovo leader del nuovo Movimento 5 Stelle. Ma ieri sembrava fosse il presidente del Consiglio globale mondiale, per la prima volta in Italia. In esclusiva da Floris in brodo di giuggiole. Uno spottone a Conte e ciò che rimane del M5S nel salottino radical chic più fuffoloso della tv.

Fortuna che venerdì…

Fortuna che domani è un altro giorno. Gli utenti social torneranno a discettare di suicidi e razzismo, forse. Oppure si produrranno in nuove esegesi della legge contro l’omotransfobia, con il movimento triadico dialettico hegeliano Zan-Pillon-Platinette. O forse si cimenteranno nell’analisi della palingenesi femminista nella doppia epifania Lucarelli-Murgia. Poi presto, per fortuna, sarà venerdì: Europei 2020, Italia-Turchia. E tutti torneranno finalmente al loro lavoro di sempre: Ct della Nazionale.

Adolfo Spezzaferro

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