Parigi, 15 giu – Nonostante la richiesta avanzata da Luigi Di Maio, che è tornato a chiedere scuse ufficiali dopo le parole pronunciate pochi giorni fa in merito alla vicenda della nave Aquarius, i rapporti tra Italia e Francia sembrano virare verso il sereno. È in questo quadro che il premier Giuseppe Conte incontra oggi il presidente Emmanuel Macron in un vertice bilaterale ospitato a Parigi.
Al di là delle vicende legate ai rapporti con l’Ue e a quanto accaduto al G7 in Canada – Trump ha riconfermato oggi le sue parole di stima nei confronti dell’Italia, forse in un ulteriore tentativo di portare il suo attacco alla Germania direttamente in seno al consesso comunitario – il tema all’ordine del giorno dell’incontro all’Eliseo è senza dubbio quello dell’immigrazione.
L’obiettivo italiano – la chiusura dei porti va letta in tal senso – è di bloccare la rotta del Mediterraneo centrale, quella che parte da Tunisia e Libia. Agire sui governi e sulla stabilità politica di entrambe le nazioni nordafricane è necessario, ma probabilmente non basterà. Ritorna così l’idea di istituire centri di identificazione e nei quali vagliare le domande – parliamo dei cosiddetti “hotspot” – già in loco, vale a dire Libia e Tunisia in primis, fino a raggiungere Paesi lungo la rotta sahariana dell’immigrazione come ad esempio il Niger.
La proposta era stata lanciata da Macron già un anno fa, con il presidente francese che pensava, forte del suo rapporto privilegiata con i due governi di Al-Serraj e Haftar, di dislocare questi centri fra Tripoli e Tobruk. Reale necessità o tentativo di estrometterci ulteriormente dalla Libia? Ad un anno di distanza non se n’è fatto nulla, complice forse l’incapacità transalpina di stabilizzare le sorti del Paese dopo la caduta di Gheddafi. C’è stato bisogno che l’Italia forzasse la mano perché se ne tornasse seriamente a parlare.
Nicola Mattei

3 Commenti

  1. conte mi ha delusso parecchio.
    dal discorso che ha letto, è palese che è stata prevalente la linea grillina e che abbia subito la politica di macron.
    (probabilmente in reazione al recente grande successo mediatico di salvini)
    l’unica cosa che mi consola, è che conte e macron nei loro discorsi e nel rispondere alla domande dei giornalisti si siano contraddetti piu volte.
    rendendo l’intera conferenza ai limiti del credibile e dl rilevante.

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